Palermo: alla Tonnara Florio presentata la misura 1.30, apprezzato il Master nell’area dello Stretto di Messina

Sala gremita alla Tonnara Florio di Palermo per la presentazione della misura 1.30, discusso anche il progetto M.A.S.T.E.R sullo Stretto di Messina per il contrasto alla pesca a strascico illegale

Foto StrettoWeb / Simone Pizzi

Foto StrettoWeb / Simone Pizzi

Sala gremita nell’accogliente salone della Tonnara Florio a Palermo per la presentazione del Bando di attuazione della misura 1.30 “Nuove forme di reddito” art. 30 – Regolamento (UE) n. 508/2014.

Ad entrare nel vivo dell’incontro ci hanno pensato il direttore generale del Dipartimento Regionale Pesca Mediterranea Dario Cartabellotta e il responsabile della misura Leonardo Catagnano.

“Il Dipartimento Pesca Mediterranea – hanno sottolineato i relatori – con una dotazione finanziaria stanziata per la misura di 1.644.364,21 euro continua a promuovere la pesca sostenibile sotto il profilo ambientale, efficiente in termini di risorse, innovativa, competitiva e basata sulle conoscenze. La diversificazione delle attività offre agli operatori della pesca un forte potenziale in termini di opportunità di reddito in linea con l’obiettivo di promuovere la competitività delle piccole e medie imprese del settore, come previsto dagli obiettivi tematici del Quadro Strategico per la programmazione 2014-2020. La misura contribuisce, alla diversificazione del reddito dei pescatori tramite lo sviluppo di attività complementari , compresi investimenti a bordo, turismo legato alla pesca sportiva, ristorazione, servizi ambientali legati alla pesca e attività pedagogiche relative alla pesca. In sintesi, l’obiettivo degli interventi previsti è quello di promuovere la diversificazione delle attività e, quindi offrire in maniera consistente la riduzione della pressione sugli stock ittici ed il miglioramento della redditività del settore”.

Ed è proprio in questo contesto di utilizzo consapevole delle risorse del mare che Cartabellotta e Catagnano hanno riconosciuto il grande valore del progetto M.A.S.T.E.R che prevede nello Stretto di Messina la realizzazione di un’areale dedicato attraverso l’immersione di moduli che contrastano la pesca a strascico illegale con “Unit Reef e gli stop net” posti entro le tre miglia dalla linea di costa, ad una profondità tra i venti ed i quaranta metri. Oltre al posizionamento delle barriere, che impediscono l’azione distruttiva delle reti, vengono previste anche delle piastre esagonali messe a piramide che riproducono le condizioni per il ripopolamento della fauna ittica.

La presenza di Sanò all’incontro, voluta proprio dal Direttore Generale del Dipartimento Pesca Mediterranea Cartabellotta, è servita a dare una forte accelerazione all’intervento della Regione. Infatti, durante il corso della serata, nella splendida cornice della Tonnara Florio, il consigliere dell’esponente di Sicilia Futura ha concordato gli step necessari affinché si porti a termine l’impresa, che ormai grazie anche alla piena disponibilità dei dirigenti regionali è veramente ad un tiro di schioppo.

Con il gruppo Sicilia Futura siamo finalmente riusciti – dichiara Giuseppe Sanò unico messinese presente all’incontro palermitano – a mettere in connessione il progettista, Guido Beltrami donatore del progetto, il RUP Francesco Falcone del Comune di Messina e il responsabile del Dipartimento Pesca Mediterranea Leonardo Catagnano. Fondamentale – ha concluso il rappresentante di Sicilia Futura – è stato l’assenso del Direttore Generale Cartabellotta che ha assicurato la disponibilità per il finanziamento da parte della Regione del Progetto M.a.s.t.e.r., tutto sembra quindi aver preso una direzione addirittura più agevole rispetto a quella prospettata durante l’incontro del 24 maggio scorso”.

Sanò rassicura che agli oltre 32.000 firmatari della petizione promossa dallo stesso, “ non farà mancare il suo intervento ogni qualvolta sarà ritenuto necessario” e con un pizzico di ironia avvisa ”di aver memorizzato bene” la strada che da Messina conduce agli uffici regionali e che in un paio d’ore potrà sempre suonare il campanello.