Motta San Giovanni (Rc), Dieni: “testa sotto la sabbia? Non vorrei trovarci dei rifiuti”

Motta San Giovanni, Dieni: «Testa sotto la sabbia? Non vorrei trovarci dei rifiuti»

Dieni_f«Il sindaco di Motta San Giovanni mi chiede di infilare la testa sotto la sabbia, ma non vorrei trovarci dei rifiuti». È con queste parole che la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni risponde alle rassicurazioni del primo cittadino del centro reggino.
La parlamentare continua: «Ringrazio il sindaco Giovanni Verduci per il suo invito: nel suo splendido paese ci sono già stata e ci tornerò. Forse, però, riuscirebbe a promuoverlo meglio se, invece di decantarne le indiscutibili bellezze paesaggistiche e proclamare che è tutto a posto, si attivasse per fare controlli approfonditi, perché sono i suoi concittadini a contattarmi per segnalarmi le problematiche che ho evidenziato. Ed è gravissimo, a mio modo di vedere, che il cittadino, anziché rivolgersi alle proprie istituzioni locali, debba contattare un parlamentare per farsi sentire. In ogni caso, non si tratta di episodi isolati. A fianco agli allarmismi della deputata Dieni, ci sono infatti quelli delle associazioni, le relazioni di ispezioni dell’Asp e delle forze dell’ordine, le azioni della magistratura e persino alcune pronunce dell’Unione europea. E sono lieta del fatto che ci sia pure l’attenzione manifestata dal prefetto di Reggio Calabria, che ha sollecitato un intervento da parte delle amministrazioni competenti e dei vigili del fuoco».


«Che siano stati interrati dei rifiuti a Motta San Giovanni, e specialmente a Comunia, al di fuori delle zone in cui era consentito – aggiunge Dieni –, è qualcosa di più di un dubbio. Visto che il sindaco ha parlato del mare, delle spiagge e delle colline, cercherò di completare il quadro, in modo da chiarire meglio a cosa mi riferisco. Esistono ben tre discariche comunali dismesse e non bonificate nel territorio di Motta, oltre a una cava in cui confluivano i rifiuti dalla centrale termoelettrica di Brindisi, che venivano impastati per produrre mattoni, fatto per il quale vi sono già state sentenze della magistratura. C’è, inoltre, ed è questo il caso che ho denunciato, un impianto di compostaggio che era stato posto sotto sequestro e che la Città metropolitana di Reggio Calabria e il Comune di Motta hanno deciso di utilizzare ancora per conferire rifiuti, al fine di mantenerlo in vita su richiesta della ditta, attualmente in gestione commissariale giudiziaria. Nei pressi di questo impianto, sono stati posti materiali di natura incerta, oltre ai fanghi essiccati, sui quali si sono compiute ispezioni che non sono bastate a dipanare ogni dubbio sulla loro pericolosità. Tali siti sono stati interessati da incendi, che hanno sollevato fumi i quali, per la conformazione orografica della zona, sono stati sospinti verso il centro di Lazzaro per svariati giorni. Spero con questo di aver completato il quadro bucolico tracciato dal primo cittadino».
«Sono consapevole – conclude la deputata 5 stelle – che tutto questo potrebbe non essere un’immagine lusinghiera per il turismo. Ma se esiste il sospetto di rifiuti interrati, discariche abusive e aree non bonificate, non è chi chiede verifiche a sbagliare, ma chi vuole girarsi dall’altra parte, scansando il problema e facendo finta che vada tutto bene, ben sapendo che in gioco c’è la salute dei cittadini: un danno collaterale che non intendiamo pagare per garantire un’estate tranquilla al sindaco Verduci».