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Milazzo, il ricercatore del paranormale Luigi Cama racconta le sue esperienze [INTERVISTA]

Il ricercatore del paranormale Luigi Cama parla delle sue esperienze durante gli anni di studio e di ricerca in questo campo

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Ecco l’intervista al ricercatore del paranormale Luigi Cama.

Cos’è il paranormale per Luigi Cama?

“Il paranormale non esiste, la definizione è un qualcosa che va oltre quella che noi consideriamo la normalità e tutto ciò che non rientra in quello schema è anormale, straordinario e di conseguenza paranormale. Per me tutto rientra in una indefinita normalità e quindi non pongo limiti a quelle che sono le sorprese dell’universo. Mi diverto ancora dopo tanti anni perchè scopro sempre cose nuove”.

Quale fu la prima esperienza legata al paranormale?

“La mia prima esperienza con il paranormale l’ho vissuta a 10 anni. Ne parlo anche nella parte introduttiva del mio nuovo libro – Il confine invisibile -. Fù il classico déjà vu e io mi trovavo a casa di mio nonno che era malato terminale, quando ad un certo punto mentre mia madre e mia nonna cucinavano ho iniziato ad avere la sensazione di aver già vissuto la scena che si stava per verificare. Sono riuscito a prevedere che mio nonno mi avrebbe toccato la spalla e mi avrebbe regalato il suo orologio. Mio nonno che dopo avermi fatto questo dono mi disse che nella mia vita dovevo fregarmene del giudizio degli altri, mentre intanto io ero bloccato per quello che mi era appena successo”.

Abbiamo modo di accedere ad un mondo spirituale senza degli intermediari?

“Assolutamente si, siamo tutti medium e siamo tutti esseri multidimensionali che viaggiano in un universo in continua espansione e in questo viaggio abbiamo tutti la medesima possibilità, solo che la medianità deve essere compresa perché tutti potremmo essere potenzialmente musicisti, cantanti o attori, ma c’è chi nella vita coltiva queste passioni, chi le ha dalla nascita e chi invece con la passione riesce pur sempre ad imparare, ma fondamentalmente la medianità è un dono che abbiamo tutti, chiaramente in alcuni di noi è più sviluppata ed in altri lo è di meno. Studio, dedizione e anche un pizzico di ironia consentono di vivere serenamente queste esperienze”.

Cosa c’è di vero sulle sedute spiritiche? Possono essere pericolose?

“Le sedute spiritiche sono pericolose, come qualsiasi esperienza in cui se non hai le basi rischi di andare incontro a dei seri problemi, infatti anche se non si verifica nulla di paranormale se nel piccolo gruppo di ragazzini che giocano con le tavolette magiche, uno di loro ha una medianità più sviluppata delle altre si rischia di andare incontro a traumi di un certo tipo. Se si è in possesso di un certo tipo di medianità, bisogna lavorarci piano piano per vedere quando è possibile poter andare incontro a tutto ciò. Il vivere male un’esperienza di questo tipo porta alla successiva disinformazione su determinati argomenti per il quale ci vuole uno studio approfondito”.

Hai mai assistito ad un esorcismo?

“Assistito direttamente no, però conosco esorcisti e gente posseduta, da giovane ero molto curioso per questo tipo di ricerche e cercavo di riprendere i demoni, fino a quando in un incontro medianico ho chiesto informazioni ad una guida, ovvero un’entità che si presenta per dare dei consigli o delle direttive e mi disse che io non potevo vederli perché non avevo paura, ma nel tempo questa idea è cambiata perché io non ho paura perché sono coraggioso, ma semplicemente perché vado incontro a queste esperienze con animo sereno. Spesso essere condizionati mentalmente influisce su di noi a livello psicologico, ma bisogna avere la mente libera dalle credenze che ci hanno inculcato, poichè certi concetti rischiano di prendere vita propria. Tramite un percorso di formazione si può imparare a non avere dei preconcetti, poiché c’è la necessità di svuotare la mente da tutte le dottrine che ci sono state trasmesse. Per conoscere la verità bisogna spegnersi e annullare tutto, anche se la verità assoluta non esiste”.

Cosa mi dici riguardo alla storia di Villa Muscianisi?

“Se parliamo di Villa Muscianisi dobbiamo tenere in conto l’esperienza di un gruppo di ragazzi che per gioco si sono addentrati nella Villa per cercare di trovare il classico folletto e si sono ritrovati davanti un soggetto extra antropomorfo, ovvero un qualcosa che si presenta all’interno di una foto o di un video in un punto in cui non dovrebbe esserci e che quindi non appartiene a quel contesto. Su questo tipo di esperienza io ho cercato di contattare i ragazzi protagonisti per cercare di parlare con loro, ma ho visto nella loro reazione che non avevano voglia di esporsi, poiché temevano la denuncia per violazione di domicilio. La figura non è stata vista ad occhio nudo, ma tramite un apparecchio tecnologico che in questo caso era un telefono, poiché certe manifestazioni possono essere catturate tramite la tecnologia. Potrebbe trattarsi di una forma pensiero immobile, poiché le riprese sono state effettuate con l’intenzione di vedere un fenomeno di questo tipo. A questo punto possiamo dire di aver visto un’entità creata dal pensiero di chi riprendeva, oppure qualcuno che in quel momento voleva mandare un messaggio tramite un mezzo tecnologico. Un’altra opzione potrebbe essere data da elementi riguardanti il passato. Mi affascina molto la scritta all’ingresso di Villa Muscianisi, “Qui lieto mi fiorisce il Lare antico”; il Lare è un protettore casalingo e il termine compare solamente una volta da Tommaso Cassisi (epigrafo), che potrebbe essere stato coinvolto nella costruzione della villa. In botanica il termine lieto può significare anche rigoglioso se ci riferiamo ad una pianta. Potrebbe esserci lì una pianta secolare e a questo punto l’attenzione non è più nei confronti della villa ma della terra. Infatti , durante una registrazione l’entità che si era rivelata mi disse la frase “si nasconde nella pianta” ed è stato lì che io sono riuscito davvero ad interpretare quella scritta, quindi in questo caso potrebbe anche non essere un folletto ma qualsiasi altro tipo di creatura”.