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Messina, lite all’interno dell’ex caserma Gasparro. Cacciotto e Gioveni: “Sindaco e Prefetto intervengano”

Messina, botte da orbi all’interno dell’ex caserma Gasparro. Cacciotto e Gioveni scrivono al sindaco e al Prefetto

IMG-20170818-WA0001Ennesima lite furibonda all’interno della ex caserma Gasparro. Cresce l’allarme sociale ed il panico tra i residenti. A denunciare l’accaduto i consiglieri della Terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto e il consigliere comunale Libero Gioveni:

Ieri sera, si è consumata l’ennesima lite furibonda all’interno della ex caserma di Bisconte, struttura che ospita i migranti; i residenti  hanno raccontato di un autentica “bolgia”che ha visto coinvolti gli ospiti dell’ex struttura militare.

Si trattasse di un episodio isolato, non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi; al contrario, invece, gli episodi di cui appena detto, si ripetono con una certa frequenza a tal punto che tra i residenti è ormai scoppiato un vero e proprio allarmismo, una enorme paura dal momento che sentono oramai compromessa la loro stessa vivibilità.

Per tornata alla giornata di ieri sera– scrivono i due consiglieri- i residenti raccontano di attimi di panico, con decine e decine di ospiti rincorrersi con “panche di legno” e altri corpi contundenti; non sappiamo se ne sono scaturiti dei feriti, certamente possiamo però dire che sul posto si sono recati macchine delle forze dell’ordine e ambulanze.

Trattasi  di un episodio non certamente isolato- continua la nota- e ribadiamo con fermezza che l’ex caserma di Bisconte non è certamente luogo idoneo per accogliere centinaia e centinaia di ospiti, aumentati oggi con la costruzione di vere e proprie “baraccopoli”all’interno dell’ex area militare.

I residenti, che con le loro abitazioni si affacciano sull’ex caserma, sentono giustamente minata la loro quotidiana vivibilità.

Qui non si tratta di essere “tacciati” di razzisti, quanto piuttosto di rappresentare un vero e proprio disagio che si sta sempre di più accentuando tra i residenti della Vallata di Camaro.

A nostro avviso– conclude la nota- sarebbe da rivedere tutto il piano di accoglienza, con la collocazione in un altro punto della città, più strategico e meno inserito in un contesto periferico, di una struttura di accoglienza.

Se da una parte non ci si può sottrarre alle politiche dell’accoglienza, dall’altra parte è altrettanto giusto garantire la normale vivibilità ai residenti già afflitti da gravi problematiche sociali e territoriali mai risolti dalle Istituzioni”. I due consiglieri, alla luce del grave episodio, chiedono al sindaco e al Prefetto un incontro, da svolgersi alla presenza di una delegazione di residenti dei residenti di Camaro.