L’ANUU migratoristi di Reggio Calabria contro il calendario venatorio siciliano 2017/18

Il Presidente Provinciale dell’ANUU Migratoristi di Reggio Calabria Giorgio Panuccio: “cacciatori non residenti hanno già pagato alla Regione Sicilia la loro tassa di ammissione”

Schermata 2017-08-10 alle 14.11.56Siamo rimasti esterrefatti dall’art. 15 del nuovo Calendario Venatorio 2017/18 appena emanato dalla Regione Sicilia”.

E’ quanto afferma in una nota il Presidente Provinciale dell’ANUU Migratoristi di Reggio Calabria Giorgio Panuccio.

L’Assessore Cracolici - dichiara Panuccio- si è letteralmente inventato un articolo (di dubbia legittimità) che ha del vergognoso, poiché penalizza una moltitudine di cacciatori non residenti in Sicilia impedendogli di praticare la caccia oltre che nel periodo di pre-apertura, anche dal 18 al 29 ottobre e tra il 12 novembre e l’8 dicembre. Poi, senza arrossire, aggiunge che i cacciatori non residenti, che desiderano comunque praticare la caccia anche in questi periodi lo possono fare, pagando, “nelle aree destinate alle gestione privata della caccia”  ovvero nelle aziende faunistico/venatorie autorizzate”.

Non sfugge a nessuno la finalità di questa norma, che a prima vista può sembrare assurda, ma che assurda non è, visto che è tesa a favorire gli affari delle aziende faunistico/venatorie a scapito dell’economia siciliana. Caro assessore-continua Panuccio- i cacciatori non residenti hanno già dato, hanno già pagato alla Regione Sicilia la loro tassa di ammissione che tra spese varie ha un costo di circa 100 euro pro-capite per la stagione venatoria 2017/18. La sua è una concezione medioevale della caccia, e se è vero che i cacciatori calabresi non votano alle prossime imminenti elezioni regionali in Sicilia, mentre i titolari delle aziende faunistiche venatorie lo faranno, stigmatizziamo il suo operato, riservandoci di valutare un opportuno ricorso nel merito”.

E siccome le battaglie si vincono uniti,- conclude-rivolgendoci a tutti i cacciatori non residenti, l’invitiamo a boicottare i viaggi venatori in Sicilia nei periodi oggetto di divieto, forse questa è la strada più breve e più saggia per tornare alla normalità.