Fondi per migranti a Reggio Calabria, Dieni: “la città dominata dal consociativismo”

Fondi per i migranti, Dieni: «Reggio dominata dal consociativismo»

Dieni_f«A Reggio Calabria vige uno squallido consociativismo economico, che lucra sulle emergenze per appianare diversità politiche e rinsaldare il potere di una classe dirigente inqualificabile». Così la deputata del M5S Federica Dieni«Come ha raccontato oggi il Quotidiano del Sud – prosegue la parlamentare –, pochi giorni fa il sindaco Giuseppe Falcomatà ha firmato alcune ordinanze per l’individuazione di strutture di accoglienza per il trasferimento di 44 giovani migranti non accompagnati. Tra i beneficiari figura anche l’Istituto per la famiglia “Gilberto Perri” di Concessa, nella frazione Catona, per il quale è prevista una determinazione di spesa superiore ai 356mila euro e che sembrerebbe direttamente riconducibile a un consigliere comunale di opposizione, il “pastore” e leader locale di Fratelli d’Italia Massimo Ripepi». «Il Quotidiano – prosegue Dieni – ricorda che Ripepi è “socio fondatore dell’Ipf”, un istituto di cui “è presidente nazionale Manuela Perri, figlia di Gilberto, il fondatore della chiesa Pace di cui Ripepi è l’erede spirituale e l’incontrastato padre. Manuela Perri è la cognata di Massimo Ripepi, perché moglie di Roberto Ripepi, inseparabile fratello di Massimo”. L’Istituto per la famiglia altro non è che una costola del movimento identitario Pace, di cui Ripepi è coordinatore nazionale, nonché presidente nazionale del Movimento Pace Italia, da lui stesso fondato nel 2014».

«Ma Ripepi – aggiunge la deputata – è soprattutto un consigliere comunale di opposizione che non dovrebbe avere alcun rapporto interessato o economico con l’amministrazione che guida la città: ne va della sua stessa credibilità e di quella di tutta la minoranza, che finora non si è certo distinta per una strenua resistenza rispetto alle scelte della giunta Falcomatà e del centrosinistra in Consiglio. Ci auguriamo, dunque, che Ripepi voglia al più presto chiarire questa circostanza e che valuti anche l’ipotesi di rassegnare le proprie dimissioni a causa di un evidente conflitto d’interessi che getta una luce sinistra sui rapporti tra maggioranza e opposizione a Palazzo San Giorgio». «Quanto a Falcomatà – insiste la portavoce del M5S –, è impossibile credere che non sapesse a chi è riconducibile l’Istituto per la famiglia di Concessa. Ed è quindi più che lecito ipotizzare che, con quei provvedimenti, abbia voluto prendere due piccioni con una fava: tamponare l’emergenza migranti e tacitare una parte dell’opposizione consiliare; il tutto con i soldi dei cittadini». È imbarazzante – conclude Dieni – assistere a queste miserie politiche e prendere atto del consociativismo imperante nella città dello Stretto, in cui maggioranza e opposizione paiono legate insieme dal filo invisibile del denaro e della volontà di perpetuare un potere nefasto».