Corigliano, il piccolo Cisse riabbraccerà il suo papà. La soddisfazione di Corbelli

Il bambino ivoriano di cinque anni sbarcato da solo a Corigliano lo scorso 15 luglio, riabbraccerà il suo papà, che si trova in Francia ed è stato già rintracciato

Immigrazione: soccorsi 320 eritrei a 30 miglia da LibiaEntro pochissimo tempo, già nelle prossime settimane, il piccolo Cisse, il bambino ivoriano di cinque anni sbarcato da solo a Corigliano lo scorso 15 luglio, riabbraccerà il suo papà, che si trova in Francia ed è stato già rintracciato, grazie alla mobilitazione ed agli appelli di Franco Corbelli, delegato della Regione per la tutela e promozione dei diritti umani che ne dà notizia, in una nota diffusa dall’Ufficio stampa della Giunta.

Al tribunale di Cosenza, la giudice onoraria delegata a trattare questo caso umano ha incontrato ieri il poliziotto che ha in affido provvisorio il bimbo, la responsabile dei servizi sociali del Comune di Corigliano e lo stesso Corbelli che ha raccontato e fatto mettere a verbale, su richiesta del giudice, come si è, miracolosamente, riusciti a rintracciare il papa di Cisse in Francia, tramite uno zio del piccolo che vive in Lombardia e che dopo aver letto gli appelli ha chiamato l’Ong che sta seguendo questo caso.

leader del Movimento Diritti Civili, Franco CorbelliAnche il bambino- riferisce Corbelli- era presente in tribunale. E’ stato coccolato da tutti presenti. Il piccolo - aggiunge il delegato della Regione- alterna momenti di gioia e di gioco ad attimi di grande tristezza, quando chiede della sua mamma rimasta prigioniera in un campo lager in Libia”.

Cisse è riuscito a raccontare il drammatico momento della partenza dalle coste della Libia, quando “i gendarmi cattivi” hanno arrestato la sua mamma mentre stavano per salire sul barcone.

Corbelli, commosso dall’incontro, ha espresso grande soddisfazione per l’imminente e felice soluzione di questo drammatico caso umano, mettendo ancora in rilievo: “ Dopo il papà, a cui d’accordo con il giudice abbiamo già chiesto, tramite l’Ong, la documentazione che attesti la sua paternità, dobbiamo adesso rintracciare la mamma e farla uscire da quella prigione orribile dove è tenuta rinchiusa dagli scafisti criminali che le hanno strappato dalle braccia il suo bambino, perché non aveva i soldi per pagare il viaggio ai trafficanti di uomini”.