Catanzaro, a Parigi per l’indimenticabile Dalida: Serrastretta le rende omaggio a 30 anni dalla scomparsa

A Parigi per l’indimenticabile Dalida. Serrastretta le rende omaggio a 30 anni dalla scomparsa

dalida okEra il 3 maggio 1987 quando Iolanda Cristina Gigliotti, in arte Dalida, un’autentica Diva internazionale della canzone, terminava a Parigi la sua esistenza terrena, per continuare a vivere nel ricordo dei milioni di fans, per i quali rimarrà sempre un mito ed una figura leggendaria. ”Perdonatemi, la vita mi è insopportabile”, così scriveva prima di ingerire la dose fatale di barbiturici nella sua casa in rue d’Orchampt sulla Butte di Montmartre a Parigi. A trent’anni dalla sua tragica morte, la Francia e il mondo intero continuano a ricordare la grande cantante e attrice le cui origini sono calabresi, di Serrastretta. Dalida, una dea discesa dall’Olimpo che con la sua voce ha conquistato ed incantato tutti negli anni della bit generation e oltre. Prima donna a vincere il disco di platino per aver venduto oltre 10 milioni di dischi nel 1964. Amata, idolatrata, invidiata e paparazzata. Una vita da fotoromanzo, da rotocalchi rosa che le dedicano le cover più belle e anche le più chiacchierate. Una star indimenticabile alla quale Parigi tributa, a 30 anni dalla sua tragica scomparsa, la mostra allestita presso il Palais Galliera di Parigi, inaugurata il 27 aprile scorso ed intitolata: “Dalida: il suo guardaroba in città e sulle scene”, che presenta gli abiti più belli indossati dalla famosa cantante e diva e recentemente donati dal fratello Orlando al Municipio di Parigi.

Dal 1955 la cantante ha venduto più di 125 milioni di dischi premiati da oltre settanta dischi d’oro in sette lingue, due dischi di platino e quello di diamante, creato appositamente per lei. Tra i molteplici riconoscimenti che le sono stati attribuiti figurano due Oscar mondiali della canzone e il Premio dell’Académie du Disque français. Insieme a Edith Piaf, Dalida è senza ombra di dubbio la cantante che ha maggiormente contrassegnato la musica leggera transalpina del XX secolo, una delle più grandi icone della musica europea, la cui fama e i cui successi sono stati di portata mondiale, probabilmente la prima artista multilingue e multietnica. È appena il caso di ricordare che anche la RAI ha voluto rendere omaggio alla grande cantante, attraverso la messa in onda su Rai 1, avvenuta mercoledì 15 febbraio 2017, in prima serata e come anteprima televisiva mondiale, del film “Dalida”, che ha ripercorso la vita di questa immensa artista, dalla sua nascita fino alla sua triste morte avvenuta nel 1987 a Parigi. La pellicola, frutto di una coproduzione franco-italiana di Pathé Production in collaborazione con Rai Cinema, è stata presentata in Italia nel corso della prima serata del Festival di Sanremo. In occasione dei trent’anni della morte dell’artista, il primo cittadino di Serrastretta, Felice M. Molinaro, assieme a Franco Fazio ed Angelo Aiello, rispettivamente presidente e segretario dell’Associazione Dalida di Serrastretta, e alla presidentessa del Joyful Chorus di Serrastretta, Angela Mussari, ha voluto renderle omaggio recandosi a Parigi.

Sabato 29 aprile 2017, nella capitale francese, la rappresentanza serrastrettese ha partecipato agli eventi commemorativi organizzati dal Fan Club Dalida, e precisamente: al cimitero di Montmartre, nella mattina e ad una riunione presso il Teatro “Divan du Monde, nel pomeriggio. Il sindaco Molinaro ha deposto sulla tomba dell’indimenticabile artista originaria di Serrastretta, un mazzo di fiori, rigorosamente rose bianche come piacevano alla cantante, omaggio inviato dal Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, il quale ha anche mandato una targa-ricordo al fratello di Dalida, in arte Orlando, nome anagrafico Bruno Gigliotti, a nome della Calabria e di tutti i calabresi. E’ da sottolineare che è la prima volta che la Regione Calabria decide di rendere ufficialmente omaggio e di ricordare Dalida, che agli inizi della sua carriera artistica era indicata su tutti i rotocalchi italiani come “La Calabrese  di Parigi”. «Iolanda Cristina Gigliotti, in arte Dalida, è stata un’autentica Diva internazionale della canzone. In Italia, purtroppo, è poco ricordata e, soprattutto, non si ha la percezione di quanto sia stata grande e famosa, accompagnata da fama e successi che sono stati di portata mondiale, un’artista multiforme, probabilmente la prima multilingue e multietnica, ed una delle più grandi icone della musica europea del XX secolo. Basti ricordare che fu la prima donna a vincere il disco di platino, per aver venduto oltre 10 milioni di dischi, nel 1964, e che dal 1955 la cantante ha venduto più di 125 milioni di dischi premiati da oltre settanta dischi d’oro in sette lingue, due dischi di platino e quello di diamante, creato appositamente per lei. »

 

«In pochi sanno che la culla delle sue origini è la Calabria ed il paese delle radici italiane di Dalida è Serrastretta, che lei visitò il 5 aprile del 1962, e che l’accolse con un trionfo di popolo incredibile, riservandole un’accoglienza entusiastica e straordinaria, come ad un capo di stato, con le finestre addobbate con coperte e tappeti come quando passa la processione della Madonna. Voglio sottolineare che, sebbene Dalida sia nata al Cairo e successivamente sia stata naturalizzata francese, era figlia di italiani, vide la luce in un ospedale italiano, studiò in un collegio di suore cattoliche italiane, nella sua casa si ascoltava la radio e si parlava in italiano, e lei stessa aveva un passaporto italiano, avendo la sua famiglia conservato la cittadinanza ed il domicilio in patria presso il Comune di Serrastretta. Tutta l’anagrafica della sua famiglia è trascritta nei registri di questo Comune, nel quale è presente anche la trascrizione del suo estratto di nascita, e fu proprio la Municipalità di Serrastretta a fare per lei le pubblicazioni di matrimonio nel 1961. Dalida è sempre stata orgogliosa delle sue origini calabresi, non perdendo occasione per ricordarle. Un esempio eclatante è la sua partecipazione, nel 1966, a “Johnny Sera”, programma serale di grande successo sulla RAI, condotto da Johnny Dorelli: durante un simpatico sketch tra i due, Dalida, che rivela di chiamarsi “Iolanda Gigliotti “, afferma di essere “calabrese, di Serrastretta”. D’altra parte, nascere in un luogo può essere un fatto del tutto accidentale, quello che conta rimane lo spirito della cultura che si respira, l’educazione ricevuta, la storia e le vicende della propria famiglia. Serrastretta rappresenta quindi le radici di sangue, di lingua e di cultura di Dalida. Rivendicare queste origini e radici non è fare del banale campanilismo, ma un necessario punto di partenza per capire un mito e comprenderne la personalità e il carisma.»

«La manifestazione che le dedicheremo in agosto vuole essere un momento per rendere omaggio alla grande cantante, a 30 anni dalla sua scomparsa, facendo comprendere la sua straordinarietà e grandezza artistica e, nel contempo, un’occasione per far emergere le sue radici calabresi e la sua calabresità. Vogliamo ricordarla a prescindere dal tristemente noto Festival di San Remo, del gennaio 1967, e dal suo rapporto con Tenco. Per noi, questo evento non sarà solo un doveroso tributo verso una donna che ha dato lustro, nel mondo, all’Italia, alla Calabria e a Serrastretta, esprimendo il ricordo e la riconoscenza degli italiani, dei calabresi e dei serrastrettesi, ma sarà anche un’occasione per il riallacciare idealmente il filo spezzato tra Dalida e l’Italia, riparando al torto, fatto all’epoca dal pubblico italiano, di aver facilitato il suo abbandono della scena in Italia, e quello di averla, nel tempo, quasi dimenticata. La memoria di Dalida in Italia non merita di essere destinata all’oblio ma, piuttosto, che venga ravvivata e che le sue canzoni vengano fatte ascoltare alle nuove generazioni.»