Caldo Record in Italia, mai temperature così alte da almeno 1.000 anni: ecco i DATI

Caldo Record, ecco perché è assolutamente corretto parlare di “temperature più alte dell’ultimo millennio”: i dati della scienza smentiscono i soliti leoni da tastiera che sproloquiano sui social

caldo9-640x463Su MeteoWeb da giorni si parla di “record millenari” con riferimento al caldo di questi giorni in Italia. E lo facciamo a ragion veduta. Come di consueto, l’ignoranza dilaga sul web dove i soliti “leoni da tastiera”, in barba alle norme della scienza, si divertono a commentare la prima minchiata che gli passa per la testa infestando così le varie pagine dei vari facebook, twitter ecc. ecc. “Ma come facevano a misurare le temperature mille anni fa, non esisteva il termometro, siete i soliti esagerati“. Peccato che quando si parla di una materia, bisognerebbe quantomeno conoscerla. Grazie alla scienza chiamata “Paleoclimatologia”, oggi abbiamo ricostruito in modo molto preciso l’andamento del clima sulla Terra negli ultimi due miliardi e mezzo di anni. Figuriamoci negli ultimi mille. La Paleoclimatologia utilizza i proxy data (dati paleontologici) di origine vegetale e animale per ricostruire il clima dei tempi in cui non esistevano rilevamenti strumentali. Tra questi dati, i più importanti sono quelli forniti dai ghiacciai, ottenuti grazie ai carotaggi, ma anche i fossili, i sedimenti geologici, gli anelli di crescita degli alberi e la stratigrafia isotopica.  La Terra ha 4,5 miliardi di anni e la paleoclimatologia è arrivata a studiare il clima della Terra fino a circa 2,5 miliardi di anni. A tale epoca, infatti, arrivano le rocce e i fossili più antichi attraverso i quali è possibile ricostruire, in maniera più o meno approssimata, il clima terrestre. I rilevamenti strumentali sono iniziati soltanto dopo l’invenzione del termometro, che comunque non è recentissima: Galileo Galilei lo inventò nel lontano 1597. E’ lo strumento meteorologico più antico, subito efficace, e ha ormai 420 anni. In base a tutti i dati strumentali in nostro possesso, sappiamo già che in Italia non aveva mai fatto così tanto caldo come in questi giorni (qui tutti i dati dei record battuti dal 1° al 4 Agosto, e non è ancora finita). Ma c’è di più. Grazie alla paleoclimatologia, e non solo (perché dei tempi più recenti, fortunatamente, esistono anche trascrizioni e documenti storici molto importanti), sappiamo bene che tra il 1300 e il 1850 d.C. il nostro Pianeta viveva la sua “Piccola Era Glaciale”. il dr Böhm, dell’Istituto Nazionale di Meteorologia e Geodinamica (ZAMG) di Vienna in una conferenza del 2008 a Torino spiegava che “L’utilizzo combinato di proxy data e delle misure strumentali ha permesso la ricostruzione dell’andamento termico dell’ultimo millennio, dal quale è possibile notare molto bene il periodo relativamente più freddo noto sotto il nome di piccola età glaciale (Little Ice Age)“. La piccola era glaciale probabilmente fu causata dal minimo di Maunder (ridottissima attività solare): l’utilizzo di questo nuovo dato ci consente di fare ulteriori riscontri climatici importanti sull’andamento della temperatura del nostro Pianeta, sempre legato all’andamento dell’attività solare.  Fatto sta che da circa mille anni in Italia non si viveva un periodo così caldo come quello attuale, e che – pur non potendo risalire alla data esatta di temperature così elevate nel nostro Paese – è corretto dire che il caldo record di questi giorni non ha precedenti nell’ultimo millennio (o quasi) e che quindi stiamo vivendo l’ondata di caldo più intensa degli ultimi mille anni. Ovviamente non si possono conoscere, grazie alla Paleoclimatologia, i picchi massimi di quegli anni. Ma se le temperature medie erano di 3-4°C inferiori rispetto a quelle attuali, ovviamente anche i picchi massimi erano molto più bassi.