Attentato Barcellona, la testimonianza di due reggini ai microfoni di StrettoWeb: “sono stati momenti di panico”. La Farnesina: “forse italiani tra le vittime”

Attentato Barcellona, le testimonianze di due giovani reggini ai microfoni di StrettoWeb: ecco le loro parole

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Sono 13 i morti e oltre 100 i feriti (di cui 15 in gravi condizioni) del terribile attentato rivendicato dall’Isis oggi pomeriggio nel cuore di Barcellona, in Spagna. Le notizie sono ancora molto frammentarie: di certo c’è che l’attentatore guidava un furgone a 80km/h sulla Rambla e procedeva a zig zag per colpire il più alto numero possibile di pedoni, e ha percorso circa 600 metri. Il mezzo era arrivato sulla passeggiata della città catalana da via Pelai e si è fermato nell’area del Teatro Liceo. L’autore dell’attentato è ancora in fuga. Altri due complici sono stati arrestati dalla polizia spagnola. Il maggiore della polizia catalano Josep Lluis Trapero ha chiarito che questi due sono “persone direttamente coinvolte nell’attentato ma nessuno dei due e’ l’autista del furgone” schiantatosi sulla folla. In totale oltre i due arrestati, un marocchino ed uno spagnolo di Ceuta (l’enclave in Marocco) un terzo uomo e’ stato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia ma senza legami con gli altri.

Non è ancora nota l’identità delle vittime. L’unica conferma arriva sulla nazionalità belga di uno dei morti. Sugli altri 12, invece, non trapelano ancora notizie ufficiali. Ma la Farnesina ha fatto sapere che è alto il rischio che alcuni italiani possano essere rimasti coinvolti nell’attentato. Personale dell’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri è in partenza col primo volo disponibile per Barcellona per dare il massimo supporto ai connazionali in città. Per richieste di informazioni, è attivo il seguente numero del Consolato Generale d’Italia a Barcellona: 0034 934 677 306.

Sono moltissimi gli italiani che vivono e lavorano nel centro di Barcellona: l’eventuale coinvolgimento di nostri connazionali non sorprende i reggini che abitano proprio vicino la Rambla. “E’ una strada affollatissima, soprattutto da turisti. E molti sono italiani” spiega ai microfoni di StrettoWeb uno di loro. Abita vicino Plaça Catalunya, lavora in Spagna da molti anni, “anche se l’Italia è sempre casa mia, ormai mi sento spagnolo a tutti gli effetti. Sono spagnolo. E qui pensavamo di essere al sicuro, quando vedevamo in televisione immagini analoghe dalle grandi città del Nord Europa. Chi vuoi che venga in Spagna, in Italia… Invece è successo anche qui, ed è molto diverso vedere certe scene lontane in Tv, e poi viverle di persona“.

Il giovane di Reggio Calabria ci racconta i momenti dell’attentato: “in realtà non mi sono accorto di nulla, finchè non ho sentito e visto un elicottero in cielo. Poi tutti mi hanno iniziato a telefonare, ‘vedi che c’è stato un incidente vicino casa tua’ la prima chiamata. Mi sono affacciato, ho visto strade bloccate, traffico inesistente lì dove di solito ci sono centinaia di auto incolonnate, e ho capito che era successo qualcosa di grave. In 15-20 minuti abbiamo avuto tutte le informazioni sull’attentato e si è scatenato il panico, abbiamo avuto molta paura. Arrivavano le notizie dei poliziotti in giro che cercavano questi terroristi a piede libero, terroristi che si erano nascosti da qualche parte. Un amico ha contatti diretti con la polizia, mi ha detto di non uscire e di non affacciarmi perchè stavano cercando gli attentatori, che potevano essersi nascosti ovunque proprio in questa zona, e che ci sarebbero potute essere sparatorie. Poi abbiamo avuto anche notizie false, amici che non rispondevano al telefono. Abbiamo avuto davvero dei minuti di panico finchè non è ritornata la calma, anche se ancora ci sono molte cose che non sono chiare. Vedremo da domani cosa succederà, come questa città risponderà al terrore. Qui i ritmi della vita sono all’insegna della gioia e del divertimento, e non ci si può fermare, se non altro per non dargliela vinta. Certo, se penso che il giorno prima in quel punto ci ero passato più volte… Anche all’orario in cui oggi è successo questo terribile episodio. Mamma mia“.

A Barcellona vivono tantissimi reggini. Molti altri sono in vacanza. E stasera sono tutti bloccati negli hotel, come migliaia di persone provenienti da tutti i Paesi del mondo. “Questa città vive di turismo, la Rambla è l’emblema del multiculturalismo. Non hanno colpito la Spagna, ma il mondo intero, perchè sapevano che qui avrebbero trovato persone di tutte le nazionalità” racconta a StrettoWeb una ragazza di Reggio Calabria. “Io ero al lavoro e non mi sono accorta di nulla, ma poi per tornare a casa è stata un’impresa, con la metropolitana bloccata e le stazioni nevralgiche chiuse. Tanta paura“.

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