Aeroporto dello Stretto, Cannizzaro: “interventi palliativi, si vola a vista”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

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“L’aeroporto di Reggio Calabria, purtroppo, continua ad essere vittima di noi stessi, e della nostra scomposta voglia di darvi una soluzione ad ogni costo che appare agli occhi di tutti come un tentativo di voler salvare la faccia. Le parole del dottor De Felice sono apparse le meno pleonastiche all’interno di un contesto prevedibilmente saturo di argomenti politici autoreferenziali e di scarsa visione d’insieme delle gravi criticità aeroportuali del “Tito Minniti”. La decisione di “Blu-express” di raddoppiare la linea da e per Roma in riva allo stretto, è la chiara e legittima strategia manageriale di un’azienda che vede aprirsi improvvisamente “sconfinati spazi” e, con giusta logica del profitto, si precipita ad occuparli, senza obbligo alcuno di garanzie sul futuro della struttura e dei lavoratori in essa impiegati. L’azione decisa dalla compagnia è la conferma del fallimento totale delle trattative con Alitalia e la conseguente rassegnazione che presto il nostro scalo si vedrà privato della presenza della compagnia di bandiera ma soprattutto dovrà fare i conti con il destino che attende quelle persone che sono ancora oggi dipendenti Alitalia. La folle decisione di Alitalia di tagliare Reggio Calabria fuori dal proprio piano strategico nazionale e l’incapacità politica di motivare un Governo nazionale ad una spinta risolutiva della grave mancanza (niente a che vedere con la deleteria gestione SOGAS) hanno spalancato oggi le porte concretamente a varie forme di “speculazione gestionale” del “Tito Minniti”, lasciando intravedere soluzioni assolutamente palliative. E’ difficile condividere tanto entusiasmo pubblico per un semplice volo in più da parte di una compagnia privata aerea che vede solo profitti facili in un contesto scientificamente abbandonato dai piani di rilancio nazionali del Governo e dalla inconcludente politica locale, rea di lasciarsi troppo spesso abbindolare dai falsi amici. Avremmo gradito certezze per i lavoratori Alitalia in bilico, avremmo gradito il ripristino della linea su Milano persa, avremmo gradito le modalità di recupero da parte di SACAL delle risorse umane ex SOGAS, avremmo gradito conoscere i dettagli di un piano di rilancio degli aeroporti calabresi, e soprattutto reggino, che ancora oggi latita. Perfino l’assenza del Governatore Oliverio o di un membro delegato dell’esecutivo regionale lascia perplessi per le modalità con cui si vuole assistere il nostro aeroporto (evidentemente in difficoltà nel  dover giustificare tanta “esultanza” per l’ennesima vittoria di Pirro) e lasciando così la piacevole incombenza ad una politica locale in perenne affanno ed alla ricerca disperata di risultati e visibilità. Della conferenza di ieri apprezziamo la decisione del direttore generale di Blu Panorama, le parole di fiducia del prefetto De Felice,  la partecipazione del rappresentante del comune di Messina ma, sobri da campanilismi politici, è inaccettabile pensare che il futuro dell’aeroporto e dei suoi lavoratori sia legato alla presenza delle compagnie private e low cost  e che tutto questo sia il cardine principale dell’azione di rilancio che il piano SACAL, che ancora sconosciamo, ha previsto per il “Tito Minniti”. E’ chiaro che la decisione presa ieri da Alitalia di lasciare Reggio Calabria per proprie strategie nazionali, oggi, dinanzi al nostro totale disarmo di capacità di dialogo e di confronto, sempre ostentato ma mai concretizzato, viene narcotizzata da queste uscite pubbliche che, come unica conseguenza, dovrebbero rendere meno doloroso il momento in cui la compagnia di bandiera deciderà di staccare definitivamente la spina al nostro scalo aeroportuale. Sarò ben lieto di congratularmi con le istituzioni politicizzate locali solo il giorno in cui confermeranno che a Reggio Calabria le famiglie dei lavoratori Alitalia ed ex-Sogas non vedranno il futuro dei loro figli messo a repentaglio per mere strategie aziendali, e che i voli di cui godeva l’intera area metropolitana fino a qualche anno addietro possano essere ripristinati, negli orari e nelle giuste presenze giornaliere. Allora potremo gioire della presenza di tutti gli operatori privati  del settore in cerca di nuovi investimenti. Solo allora“. E’ quanto scrive in una nota Francesco Cannizzaro, capogruppo Cdl in consiglio regionale.