A Bova una nuova residenza per anziani entro i prossimi due anni. Siglato il protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale e l’Ass. Laboratorio Cristiano Onlus

anzianiDisco verde della giunta comunale ad una nuova casa di riposo per anziani nella struttura dell’ex centro di turismo sociale. Siglato qualche giorno addietro il protocollo d’intesa tra l’Amministrazione Comunale di Bova e l’Associazione di volontariato Laboratorio Cristiano Onlus che regolamenta la concessione in comodato d’uso gratuito dell’immobile comunale di Via Campo da adibire a casa di riposo per anziani. Con l’atto sottoscritto qualche giorno fa la giunta Casile riprende un percorso iniziato circa quindici anni addietro e poi arenatosi prima sotto i colpi della burocrazia, poi sotto quelli di scelte politiche spesso discordanti. Ricostruendo l’iter del progetto troviamo il primo documento ufficiale datato diciotto dicembre 2002, quando l’Associazione Laboratorio Cristiano fece pervenire al protocollo del comune una richiesta di comodato d’uso della struttura. A quella nota fece seguito in data ventitre aprile 2003 il riscontro positivo dell’Amministrazione che intendeva sposare l’iniziativa. Poi un lungo silenzio durato quindici anni e interrotto lo scorso ventiquattro aprile quando l’amministrazione comunale di Bova ha comunicato la disponibilità a concedere i locali dell’ex Centro di Turismo Sociale, concretizzata qualche giorno addietro dall’atto di giunta attraverso cui si sono posti nero su bianco i termini di un accordo che impegna il comune a garantire l’utilizzo della struttura per venticinque anni, rimandando a carico dell’Associazione, la ristrutturazione dell’immobile, l’adeguamento dei locali, l’arredamento, il reperimento del personale volontario e la sua formazione, ma soprattutto l’impegnandola a rendere operativa la struttura entro e non oltre i ventiquattro mesi dalla stipula della convenzione, pena l’automatica risoluzione. “Con questo ultimo importante adempimento – si legge nella nota diramata dall’Amministrazione comunale – si da seguito ad un percorso nato ben quindici anni addietro e poi incomprensibilmente interrotto, percorso che avrà nell’intento di questa amministrazione un duplice valore, da un lato quello di garantire una pur minima risposta occupazionale unita ad un importante servizio rivolto alla terza età, dall’altro quello di soddisfare un obiettivo che ci siamo fissati nel momento in cui abbiamo raccolto il consenso popolare, quello di dare funzionalità e giusta dignità alle tante strutture comunali per troppo tempo inutilizzate. A garanzia della scelta – conclude la nota – rimane la clausola rescissoria che fissa perentoriamente in ventiquattro mesi il termine ultimo, utile all’entrata in funzione del servizio”.