Reggio Calabria: vile aggressione a due ispettrici del lavoro

Vile aggressione a due ispettrici del lavoro in provincia di Reggio Calabria

ispettori del lavoro Nella triste vulgata popolare, alimentata ad arte da chi mediaticamente ha l’interesse di svilire il ruolo essenziale della funzione pubblica, i funzionari dello Stato sono fannulloni, fortunati ai quali viene “regalato” uno stipendio ogni mese. Nella realtà, ovviamente, l’impegno degli statali contribuisce a tenere in piedi il Paese, a tutelare i minori, i cittadini ed i lavoratori, a vigilare come nel caso degli ispettori del lavoro – sul rispetto di regole e diritti imprescindibili per una Società davvero civili. Giovedì 20 Luglio è toccato a due esperte e qualificate ispettrici di Reggio Calabria offrire una esemplare prova di esercizio del proprio ruolo a fronte dell’intolleranza, dell’aggressione verbale e fisica, dell’opposizione di principio ad ogni vigilanza, ad ogni accertamento, da parte del titolare di un esercizio commerciale della zona tirrenica della provincia di Reggio Calabria che, evidentemente, riconosce in chi si spende per far emergere il lavoro nero, per combattere emarginazione e rischi alla salute e alla sicurezza, solo un nemico dei propri interessi economici. Le funzionarie, quindi, sono state letteralmente assalite nel corso dell’ispezione e costrette a rivolgersi – dopo l’intervento delle forze dell’ordine allertate dell’accaduto – alle cure del Pronto Soccorso, dal quale sono uscite con una prognosi per lesioni di otto giorni.

L’imbarbarimento progressivo delle frange più retrive degli pseudo imprenditori che fanno profitti lucrando sul mancato riconoscimento dei diritti contrattuali dei dipendenti, non può essere giustificato dalla lunga crisi economica, né dall’inasprimento delle sanzioni amministrative e dei controlli ma è un problema,  – occorre riconoscerlo -essenzialmente culturale di chi – per fortuna minoranza tra i tanti bravi imprenditori del reggino – considera il posto di lavoro una concessione da elargire e ritirare a piacimento e non un rapporto contrattuale tra pari che concorre a realizzare il successo dell’impresa. Anche a questo, nei nostri territori, serve l’impegno degli ispettori del lavoro, non solo a sanzionare gli abusi ma a contribuire – armati solo dei codici e della penna –  ad una vera e necessaria rinascita del tessuto produttivo nel segno della legalità e del rispetto dei diritti, per realizzare una efficace lotta alla concorrenza sleale di chi – economizzando illecitamente sul lavoro – può permettersi prezzi più bassi, emarginando dal mercato le aziende sane” concludono Il Segretario Aziendale CISL -FP  Vincenzo Musolino e Il Segretario Generale Vincenzo Sera.