Reggio Calabria, Uil: “circa 20 milioni di euro di fondi europei non vengono spesi da molti comuni”

La Uil denuncia il mancato utilizzo di fondi europei per diversi servizi destinati ai cittadini di molti comuni calabresi

soldi“Nel mese di marzo 2013 l’Autorità di Gestione, individuata nel Ministero dell’Interno, per la riduzione del divario con le altre Regioni d’Italia nell’ambito dei servizi all’infanzia (da zero a tre anni) e per gli anziani non autosufficienti (over 65), ha finanziato per quattro regioni in proporzione al numero dei cittadini residenti (Calabria, Puglia, Campania e Sicilia) circa 730 milioni, nell’ambito del Piano di Azione e Coesione (PAC). Tali fondi, attraverso il “Programma Nazionale servizi di cura all’infanzia ed agli anziani non autosufficienti”, sono stati destinati a favore degli Ambiti/Distretti socio-sanitari aventi sede nelle quattro Regioni dell’obiettivo “Convergenza” 2007/2013. Nella Provincia di RC, sono stati individuati nove ambiti (RC nord, RC sud, Villa San Giovanni, Melito Porto Salvo, Gioia Tauro, Taurianova, Polistena, Bovalino poi Locri (a seguito di rinuncia di Bovalino) e Caulonia. L’utilizzazione di tali somme è affidata direttamente ai Comuni capi-fila dal Ministero dell’Interno by-passando la Regione deputata solo a compiti di mera sorveglianza sull’attuazione dei progetti, monitoraggio e controllo ( documentale) sulla spesa. Queste attività dovrebbero essere programmate mediante i cosiddetti “Piani di Zona”. I Piani di Zona, da sottoscrivere tra ASP tramite il Direttore del Distretto Sanitario ed il Sindaco di ogni Comune capo-fila, pur essendo previsti dal decreto legislativo 229 /99, nell’ASP di Reggio Calabria non sono mai stati varati. Già questo denota la mancata programmazione, ma fa scalpore che in un momento di profonda crisi, una cospicua somma di danaro (circa 20 mln di euro) è inutilizzata, quando sia l’infanzia che gli anziani non autosufficienti avrebbero urgente bisogno di maggiori attenzioni e soprattutto di quei servizi che in altre parti d’Italia sono garantiti da anni. Anche i P.U.A. (Punto Unitario d’Accesso), nati con lo scopo di “agevolare” l’ingresso ai servizi territoriali, restano una chimera lasciando in “balia delle onde” i cittadini che continuano a scontrarsi con i rimpalli e i mille problemi che la mancanza d’informazione crea.

All’interno del progetto “Convergenza”, il Piano di Azione e Coesione finanzia per tre anni, ( 2013/2015 poi prorogati al giugno 2017) il “Programma Nazionale servizi di cura all’infanzia ed agli anziani non autosufficienti”, affinché le quattro Regioni, oggetto dell’obiettivo Convergenza, raggiungano i livelli di erogazione di servizi presenti nel resto del territorio nazionale e ponga in essere una rete di servizi duraturi nel tempo. Quella che doveva essere una opportunità di crescita ed integrazione dei servizi-socio sanitari ed anche di creazione di posti di lavoro, invece si è tramutata nella usuale, ennesima pratica di mala-gestio politica. I progetti, anziché aver durata sino alla concorrenza delle prime anticipazioni economiche (qualche mese), avrebbero dovuto avviare un percorso organico-programmatico, il quale, attraverso i meccanismi reali di integrazione socio-sanitaria portasse alla stabilità di erogazione dei delicati servizi. Quanto meno l’inerzia e/o insensibilità dei Comuni, poteva essere sopperita e vicariata dall’azione di pezzi dell’Azienda Sanitaria Provinciale, non dimenticando che il DPGR Calabria n.12/2011 asserisce che i“Punti Unitari d’Accesso” sono un organismo unitario (Comuni, ASP), che è “organizzato capillarmente, front-office, in tutto il territorio per poi confluire in una sede (back-office) che destina alle varie unità competenti secondo il percorso già individuato da direttive ministeriali”. Insomma, per l’insipienza dell’ASP di Reggio Calabria e l’indolenza di molti Comuni della Provincia, in un deserto di povertà assoluta, da anni circa 20 milioni di euro di fondi europei, che dovrebbero essere utilizzati per l’erogazione di servizi alle fasce deboli oltre che a creare opportunità di lavoro per i tanti disoccupati, restano non spesi e nessuno di questo parla“. Lo scrive in una nota la Segreteria Territoriale UIL FPL.