Reggio Calabria, Sinistra Italiana: “la crisi non è finita, tutt’altro!”

Dopo i dati pubblicati nei giorni scorsi sulle condizioni economiche della Calabria la Sinistra Italiana decide di reagire duramente

disoccupazione_2I dati pubblicati negli scorsi giorni nei vari dossier sulle condizioni socio-economiche del Paese e della Calabria,pubblicati dai vari Istituti e dai centri studi italiani che si occupano di statistiche e dei settori socio-economici ,dai sindacati,dalle camere di commercio e dalla Banca D’Italia,ci hanno descritto un Paese che arranca e una Calabria che resta sempre più indietro. Solo i dati del rapporto Svimez 2017,riferito al 2016,resi pubblici proprio oggi,danno al SUD un aumento del PIL pari all’1%,mentre la Calabria registra un +0,9%,ma con un aumento della povertà e con un tasso di disoccupazione sempre altissimo e i nuovi contratti di lavoro sono esclusivamente quelli a termine e interinali. “Con questi numeri,per raggiungere i livelli pre crisi,dovremo attendere il 2028. la CRISI NON E’ FINITA,TUTT’ALTRO. In questo contesto,la provincia di Reggio,l’Area e la Città Metropolitana,denotano una situazione ancora più disperata,dove aumenta la disoccupazione, la precarietà,la povertà e le famiglie a rischio di povertà,mentre singoli e nuclei familiari nell’indigenza ingrossano le fila della DISPERAZIONE. Questo è il quadro a dir poco preoccupante che emerge per quanto riguarda l’anno 2016,quadro che peggiora nei primi mesi del 2017. Sono 380 i lavoratori del porto di Gioia Tauro che sono stati licenziati con il paracadute della Cassa Integrazione e dell’assorbimento nell’Agenzia che dovrà reintegrarli,reintegro che potrà avvenire soltanto se gli investimenti previsti per rendere competitivo il grande porto verranno realmente effettuati,se la ZES,il GETAWAY,il BACINO DI CARENAGGIO,ecc. vedranno la luce.

Intanto,il mastodontico piano commerciale cinese denominato “Le vie della seta”,approvato dal governo italiano,ha escluso Gioia Tauro,preferendo i porti liguri e quello di Trieste. Sono 50 i lavoratori dell’Aeroporto dello Stretto Tito Minniti di Reggio Calabria mandati a casa dopo il fallimento della SOGAS e il subentro della SACAL nella gestione dell’infrastruttura reggina; allo stato attuale non conosciamo il Piano Industriale della SACAL,né sono stati ripristinati i voli da e per Roma e Milano da Alitalia,come era stato previsto. La realta è che anche il Tito Minniti,cosi come il porto di Gioia,senza gli opportuni investimenti che lo rendano competitivo e appetibile per l’intere Aree Metropolitane di Reggio e di Messina,è destinato a morire. Sono 130 i lavoratori della sede locrese di “Call&Call” per i quali è stata avviata la procedura di licenziamento,né per loro si prevedono prospettive di salvataggio visto che,proprio in questi giorni è stato completato lo smantellamento,da alcune sale operative, di strumentazioni tecnologiche,mentre,nel contempo,il direttore dell’Ufficio Risorse di “ENGIE ITALIA”,Mauro Alessandro, ha comunicato con una nota alle segreterie nazionali di Slc-CGIL,Fistel CISL ed Uilcom-UIL,che non parteciperà all’incotro fissato per il 3 agosto. La Regione Calabria,nonostante i buoni propositi annunciati dall’Assessora Roccisano,Tace,mentre la proprietà resta in silenzio,butta a mare anni di ottime prestazioni  e produttività degli operatori del call center locrese,non si preoccupa minimamente del destino di 130 famiglie né provando a mantenere le commesse che già aveva,né lavorando per ottenerne altre,concentrando le sue attenzioni a Casarano e altrove.

Infine,sono 16 fra  giornalisti e personale tecnico di RTV Reggio Calabria che hanno ricevuto la lettera di licenziamento con invito a presentarsi davanti alla Commissione provinciale di Conciliazione della Direzione Territoriale del Lavoro di Reggio Calabria,con l’evidente fine di evitare gli eventuali,certi,contenziosi, derivanti dalla discutibilissima procedura condotta dall’azienda Alfa Gi Produzioni Editoriali Integrata srl di Campo Calabro che sta  cedendo il ramo d’azienda e che,tra l’altro,pare non abbia corrisposto le sette mensilità che intercorrono dal mese di Gennaio al corrente mese di luglio del 2017, la tredicesima del dicembre 2016 e,parimenti,non ha espletato alcuna procedura di consultazione sindacale(Art.47-Legge n.428/90). La situazione Reggina è devastante se a questi dati reali si sommano gli attentati della ndrangheta alla cooperativa della “Valle del Marro”,al fatto che a Reggio e provincia le uniche assunzioni nel commercio,nella grande distribuzione e nella ristorazione avvengono soltanto dietro adesioni obbligate a cooperative che offrono contratti a termine di tipo interinale,mentre l’area degli inoccupati,dei disoccupati e della peggiore precarietà,cresce a dismisura,come a dismisura cresce il rischio di una nuova “STAGIONE DOLENTE ED EFFERATA” in Città e nell’Area Metropolitana,soffocate dalle MassoMafie. In tutto questo contesto,ritardano gli investimenti previsti per Reggio(Decreto Reggio,Patti per il Sud,ecc.),la Regione Calabria brilla per la sua inefficiente assenza e a Palazzo San Giorgio è in atto una guerra fra il sindaco Giuseppe Falcomatà e l’ex assessora ai LL PP Angela Marcianò,nonché neo esponente della Segreteria Nazionale del PD,pur non essendo iscritta al PD,mentre la Città,le sue periferie e l’intera Area Metropolitana sono abbandonate a se stesse.

Sullo sfondo,il centro-destra che ha letteralmente dissanguato la città durante le gestioni di Peppe Scopelliti & C,sino alla gestione commissariale subentrata a lor signori dopo l’onta mortificante che i reggini hanno dovuto necessariamente subire dello scioglimento del Consiglio Comunale di Reggio ,per “CONTIGUITA’ CON LA NDRANGHETA” e lo sperpero improduttivo e clientelare di fiumi interminabili di euro, si agita ergendosi a “NOVELLA VERGINELLA”, un agglomerato di ” iene ghignanti” che si elevano a nuovi moralizzatori che accorrono al capezzale della città per soccorerla. REGGIO e la Calabria assomigliano sempre di più a una repubblica sudamericana,quì la democrazia è sospesa e la” PRIMAVERA DI ITALO” è assai lontana dal tornare. SINISTRA ITALIANA fa appello all’associazionismo sano,al mondo del volontariato,ai cittadini e ai compagni seri che si sono ritirati sull’Aventino,ai nuclei di una sinistra frammentata e impotente,di riunirsi,di lavorare insieme per promuovere,attraverso un “CIVISMO UMANISTICO”,una via d’uscita alla nostra comunità e al nostro territorio,un’alternativa seria a Corruzione,Carrierismo e alla Mala Politica, a chi vuole continuare a tenere in maniera ossessiva e vessatoria “LE MANI SULLA CITTA’” conclude il partito.