Reggio Calabria, si conclude la rassegna Ek Rizon: la città festeggia così i suoi 2760 anni di storia [FOTO]

_MG_7219Una candela a forma di tripode su una torta al centro del palco, il Sindaco Falcomatà, il prof. Castrizio e i rappresentanti delle associazioni Archigramma, Diabaino Vip-vip dello Stretto e Lions Club “Città del Mediterraneo” pronti a soffiarci su: è il buon compleanno che “Ek Rizon” ha voluto riservare a Reggio Calabria per i suoi 2760 anni.

È iniziata così l’ultima serata della 1° Rassegna Concertistica che, nelle cinque serate in programma, ha visto alternarsi artisti che hanno regalato ai presenti musica di alto livello. Ma non solo. Perché “Ek Rizon – Alle Radici”, grazie alla preziosa presenza del prof. Daniele Castrizio, ha permesso ai cittadini di conoscere cinque episodi fondamentali della storia di Rhegion da non dimenticare e, ancora, sostenuto progetti di grande rilevanza sociale quali “Dottor Dog” e “Insieme per uno strumento musicale”.

L’ultima storia reggina non poteva che essere quella della caduta, quella dell’oblio di una città e di un popolo che, dal 1059, attende la rinascita. Quasi mille anni fa, dunque, furono i Normanni a mettere a ferro e a fuoco la città, uccidendo praticamente tutti i reggini, e alla fine a conquistare Reggio che, al tempo, era la città più ricca e prospera del mediterraneo. Un’epoca d’oro mai più rivissuta.

E la musica? Il concerto di chiusura non poteva essere più importante. Star della serata è infatti Maria Perrotta, grande pianista cosentina capace di conquistare consensi internazionali, definita dal Corriere della Sera “uno dei veri astri del pianismo mondiale”.

Da Schubert a Scriabin, passando per Chopin e Debussy, Maria Perrotta si mostra in tutta la sua magnificenza artistica.

Al suo ingresso, saluta, siede al pianoforte e chiude gli occhi. Il suo è un respiro profondo e poi sospeso, sembra entrare in simbiosi con lo strumento. Quindi, solleva le braccia che aveva lasciato cadere lungo i fianchi e tocca dolcemente i tasti. È la “Sonata n° 21 in SI bemolle maggiore” di Schubert. Da quell’istante, la pianista, sola su un grande palco, diventa il centro del mondo, l’ombelico della musica.

Dalle sue mani fluiscono note che accarezzano, quasi fosse il fiume eterno della vita. Il pubblico è rapito, quasi anelante, incapace di un solo movimento o rumore, come timoroso di spezzare un idillio.

Maria Perrotta regala emozioni, le stesse che ella stessa prova suonando. Con gli occhi quasi sempre chiusi, la pianista vive il brano, lo mormora mentre con le sue dita affusolate tesse una incantevole tela musicale.

Dopo i quattro movimenti schubertiani, presenti nel suo ultimo album, ecco il “Berceuse (Ninnananna) in RE bemolle maggiore” di Chopin, un brano dolce, melodico, composto da sedici brevi variazioni su un accompagnamento sempre uguale che regala la sensazione del dondolio tipico della Ninnananna.

Quindi, i tre movimenti di “Images – Première Série”, uno dei risultati più alti dell’arte di Debussy, e il finale con Alexander Scriabin e la “Sonata n° 2 in SOL diesis minore -  Sonate Fantaisie”.

Dopo l’ultimo, delicato tocco sulla tastiera, finito l’eco dell’ultima nota, il pubblico del “F. Cilea” tributa applausi scroscianti all’artista cosentina. Un fantastico finale per “Ek Rizon”.

Le luci del palcoscenico sono ormai spente, quelle proiettate su una delle facciate di Palazzo S. Giorgio rimarranno invece accese ancora per qualche giorno, buone per ricordare ai cittadini quanta strada e quanta gloria c’è nella storia di Reggio.

L’associazione Archigramma e il Comune di Reggio Calabria, danno appuntamento a giugno 2018 con la seconda edizione di “Ek Rizon”.

Perché per solo tornando “Alle Radici”, Reggio Calabria potrà nuovamente risplendere.