Reggio Calabria, la faida dentro il Pd paralizza l’Amministrazione Comunale: tra Falcomatà e Marcianò scontro sempre più duro, sulla pelle della città

Reggio Calabria, la guerra interna al Partito Democratico e all’Amministrazione Comunale vede uno scontro sempre più duro tra il Sindaco Falcomatà e l’Assessore Marcianò. A risentirne sono i cittadini, abbandonati e privi di punti di riferimento politici e istituzionali

Reggio Calabria Falcomatà MarcianòE’ sempre più profonda la spaccatura interna all’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria che si intreccia con le faide del Partito Democratico: il Sindaco reggino Giuseppe Falcomatà e l’Assessore più importante della sua Giunta, Angela Marcianò (con delega ai lavori pubblici e alla legalità) non fanno più neanche mistero rispetto allo scontro in atto tra le forze politiche e amministrative del centro/sinistra locale e nazionale. La nomina a sorpresa della Marcianò nella nuova Segreteria del Partito Democratico ha mandato su tutte le furie Falcomatà, che si è sentito tradito da Renzi dopo che per molti mesi aveva lavorato per quest’incarico che riteneva ormai scontato. Ma le indicazioni del Pd sono state differenti, non è stato tanto Renzi a tradire Falcomatà quanto il partito – che vede nel ministro Minniti un importante riferimento territoriale – ad indicare in modo molto chiaro da che parte vuole stare rispetto allo scontro in seno alla giunta comunale reggina. Lì dove Falcomatà e Marcianò non sono mai andati d’accordo.

agenzia beni manifestazione falcomatàE da quel momento Falcomatà s’è scatenato, dimostrando per l’ennesima volta l’atteggiamento del suo gruppo dirigente imperniato sui rancori: prima il trasferimento dei collaboratori della Marcianò, che ha parlato di “boicottaggio”, poi il tentativo di defilarsi dalle scelte del Pd, l’imbarazzante (per la scarsissima partecipazione) protesta all’Agenzia dei Beni Confiscati contro le scelte del governo che per anni ci ha raccontato essere suo amico.

Prendete un’Amministrazione Comunale già prima incapace di agire, adesso completamente paralizzata da questa faida viscerale. E un rapporto con un governo mai realmente amico, che si deteriora definitivamente. Ecco come Reggio Calabria paga sulla propria pelle le guerre interne al Pd e al Centro/Sinistra.

falcomatà (6)E non ci sorprenderebbe poi così tanto se Falcomatà strizzasse l’occhiolino alla sinistra di Bersani e Pisapia, quella più radicale, rispetto ad un Pd sempre più moderno e centrista sulle orme di “En Marche!” di Macron in Francia. Un Pd che oggi si posiziona in una fascia moderata, liberale e progressista e che a Reggio Calabria ha scelto una figura come quella di Angela Marcianò, giovane, sana, pulita e operativa. L’unica ad aver smosso qualcosa in questi tre disastrosi anni di amministrazione Falcomatà per Reggio Calabria, che intanto oggi piange. Dall’Aeroporto al Porto di Gioia Tauro, sono arrivate le drammatiche lettere di licenziamento che lasciano centinaia di famiglie reggine in mezzo alla strada. E a proposito di strada, la scorsa settimana tre antichi alberi sono crollati all’improvviso. Un disastro ambientale che poteva sfociare in una tragedia: sorprende come non siano state aperte inchieste per accertare le responsabilità di una città abbandonata al degrado, al pericolo e al rischio incombente per la pubblica incolumità.

reggio calabria albero caduto lungomare 28 giugno 2017 (1)Ma è storia antica: dopo lo scioglimento del Comune e l’addio a Leonia e Multiservizi, le società che per un decennio abbondante hanno garantito in modo egregio la pulizia e la manutenzione della città, Reggio non ha ritrovato quelle competenze indispensabili per mantenere un minimo di decoro, ordine e manutenzione. Indispensabili anche per la sicurezza. Il verde è abbandonato, ed è un vero e proprio delitto non solo per la sensibilità che sempre più bisognerebbe avere nei confronti dell’ambiente, ma anche perché in questo modo può diventare pericolosissimo per le persone. E non è certo solo quello del verde il problema. A fronte degli annunci del Sindaco, le strade continuano ad essere un colabrodo. Probabilmente anche a Mosul, dove l’esercito irakeno sta combattendo per la liberazione dell’Isis, il fondo stradale (che serve soltanto ai carri-armati) è migliore rispetto a quello reggino. E anche qui, non è solo un problema economico per le auto che quotidianamente si distruggono. E’ anche una questione di sicurezza, perché molti incidenti sono provocati proprio dall’assenza di attenzione da parte del Comune alle problematiche della viabilità. Fondo stradale dissestato, semafori non funzionanti, carenza di controlli nei confronti di chi – in un regime di totale anarchia – può guidare come se fosse all’autodromo di Monza, in barba ad ogni tipo di regola, e parcheggiarsi in modo altrettanto illegale ovunque, sulle strisce, in doppia (quando va bene) o tripla fila, sul marciapiede o nei posti riservati ai diversamente abili.

Cosimo-FazioA proposito, ancora nulla di fatto sul fronte del nuovo comandante della Polizia Municipale. Reggio lo attende con ansia dalla drammatica morte di Cosimo Fazio, Ferragosto 2013. Sono passati 4 anni, quattro lunghissimi anni. Il corpo dei Vigili Urbani funzionava, nell’ordinario e nello straordinario. Altri tempi, altri uomini. L’Amministrazione Falcomatà non solo non s’è degnata di onorare nel modo migliore il proprio figlio perso in servizio mentre soccorreva un’imbarcazione di immigrati al Porto, ma in tutto questo tempo non è stata in grado di restituire al corpo quella guida indispensabile che purtroppo è stata smarrita.

Troppe cose Reggio ha perso in questi anni, ormai anche la speranza. La speranza di un futuro migliore, la speranza di una città civile, degna, vivibile. E mentre il resto d’Italia, seppur con mille difficoltà, riesce a ripartire, Reggio non è mai uscita dalla crisi e oggi, con il boom degli ultimi licenziamenti, tocca il punto più profondo della crisi che dura da anni. E chissà che forse ancora il peggio non è arrivato. Tutto questo mentre i nostri amministratori litigano per una nomina nel partito. La loro guerra sulla pelle della città.