Reggio Calabria, ecco la “vendetta” del Sindaco: Falcomatà caccia la Marcianò, è lo strappo finale con Renzi

Reggio Calabria, lo scontro Falcomatà-Marcianò verso l’epilogo più doloroso: il Sindaco verso il ritiro di tutte le deleghe, l’Assessore ha le ore contate nella Giunta comunale

Reggio Calabria Falcomatà MarcianòE’ il giorno della resa dei conti a Palazzo San Giorgio: un lunedì frenetico nei salotti del potere cittadino, per volontà del Sindaco Giuseppe Falcomatà. Troppo forte lo smacco della nomina da parte di Renzi dell’Assessore Angela Marcianò nella segreteria nazionale del Pd, un incarico che il giovane sindaco reggino da tempo sentiva suo. Lo strappo con l’ex premier, nonché segretario del Partito Democratico, si è già concretizzato nella Direzione del partito di due settimane fa, con il durissimo intervento di Falcomatà contro lo stesso Renzi.

marcianò (1)E adesso arriva lo “strappo” finale: è ormai questione di ore, ma il lavoro del primo cittadino pare ormai aver convinto tutti. Almeno a Reggio. “O lei, o me“. E il Pd reggino ha scelto lui. Così l’Assessore Marcianò sta per finire fuori dalla Giunta comunale. Mancano solo le ultime firme, ma la decisione è già stata presa. Anche da Irto e Romeo è arrivato l’ok che allarga l’adesione locale alla linea di Falcomatà, all’interno del Pd, oltre i confini di Palazzo San Giorgio. La maggioranza cittadina è tutta dalla parte del Sindaco, nonostante le incongruenze di una storia mai chiara. E’ stato infatti Falcomatà, tre anni fa, dopo la sua plebiscitaria elezione a Sindaco, a volere la Marcianò in giunta, come simbolo di legalità e competenza per dare alla città un importante segnale di trasparenza nei settori chiave della pubblica amministrazione. Poi i primi screzi, rientrati inizialmente per l’intimidazione di un anno fa. Anche allora Falcomatà era arrivato al punto della rottura, ma come fai a cacciare un Assessore a cui la criminalità ha appena bruciato l’auto?

marcianòPassano i mesi, le distanze tra Falcomatà e Marcianò diventano sempre più nette. Lei fa sul serio, intende rinnovare la macchina comunale, darle trasparenza e velocità. Inoltre ci mette la faccia e si fa apprezzare dalla gente per interventi di utilità pubblica attesi da tempo. Molto poco, rispetto alle esigenze di una città depressa e disastrata. Ma rispetto a tutti gli altri, è l’unica che riesce a ottenere qualche risultato pur combattendo – palesemente – contro i mulini al vento. Falcomatà decide di rivoluzionare la Giunta, ritira tutte le deleghe, rimane lunghe settimane unico timoniere di una nave alla deriva. Il Comune resta orfano della propria Amministrazione, mentre si giocano lotte di potere intestine al Pd e al centro/sinistra. Alla fine la Marcianò - dopo aver minacciato le dimissioni – ne esce vincitrice, per l’ennesima volta: non solo si conferma in Giunta, ma vede raddoppiati gli incarichi, tutti strategici. Lavori pubblici, legalità e trasparenza, politiche per la casa, contrasto all’abusivismo commerciale, attuazione del protocollo ANAC. Un successo su tutta la linea, politica e amministrativa. Premiata dalla recentissima nomina renziana nella segreteria nazionale del Pd, lei che è un’esterna, non è iscritta al Partito Democratico.

Mauro - FalcomatàPer Falcomatà è troppo. La convivenza, da sempre difficile, adesso diventa impossibile. A quasi tre anni dalla propria elezione, il Sindaco si è impantanato nei giochetti di nomine e incarichi per una macchina amministrativa che non è mai riuscito a far funzionare. E la città sprofonda negli abissi del degrado, dell’incuria, dell’abbandono. I cittadini pagano per l’ennesima volta le scaramucce politiche, figlie di scelte suicide di una maggioranza netta, che ha stravinto le elezioni con percentuali bulgare (oltre il 60% delle preferenze) nell’autunno di tre anni fa eppure non riesce a governare, pur potendo contare su un Consiglio Comunale senza opposizione.

Angela MarcianòDopo ore e ore di lavoro ai fianchi, adesso Falcomatà ce l’ha fatta. Ha ottenuto l’ok da tutti i suoi, in Giunta, nel partito e nella maggioranza. Ha dovuto sudare le sette camicie, arrivare a minacce estreme. “O io o lei“, appunto. E tutti hanno scelto lui. Con ogni probabilità sarà l’ultima serata con l’assessorato più importante e delicato di Palazzo San Giorgio a guida Marcianò. L’esperienza della giovane avvocato e docente universitaria al Comune sta per concludersi, non di certo la sua attività politica che proseguirà per l’intenzione di mettere a disposizione le proprie competenze al servizio della sua gente e della sua città.

Sul futuro dell’Amministrazione Comunale e dell’assessorato ai lavori pubblici e alla legalità del Comune di Reggio Calabria, invece, c’è il buio pesto. Falcomatà non ha ancora individuato la figura che dovrà sostituire la Marcianò. Probabilmente non si è neanche posto il problema. L’obiettivo è quello di liberare la propria Giunta da un peso ritenuto così ingombrante dal punto di vista politico per un Sindaco che non riesce più a raccogliere i consensi di tre anni fa.

renzi falcomatàUna scelta, quella di Falcomatà, che avrà inevitabilmente pesanti ripercussioni sui rapporti tra il Pd reggino, compatto intorno al Sindaco metropolitano, e la direzione nazionale del partito. Quello di Falcomatà è lo strappo finale con Renzi, con il primo cittadino proiettato verso gli scissionisti Bersani e D’Alema e il nuovo movimento di sinistra, “Articolo 1“. Non subito però. Con vista elezioni politiche, c’è ancora tempo per consumare nel modo più doloroso possibile l’ennesima “vendetta” dal sapore di boomerang.

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