Reggio Calabria: ecco cosa c’è da sapere sulla devianza minorile

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla devianza minorile

Filippo PollifroniL’introduzione del concetto di devianza ha avuto una sua rilevante utilità per impedire che il tema della problematicità sociale che si esprime in comportamenti di netta contrapposizione con le norme del vivere civile si appiattisse sulla nozione di criminalità. Non tutto ciò che non è previsto dalla legge penale come reato può considerarsi privo di rilevanza negativa sia per le persone singole che per la comunità. La nozione di devianza dai valori sociali ha consentito una analisi delle difficoltà sociali non ristretta a quel campione limitato di soggetti che a seguito di condanna penale si trovava sotto il controllo penitenziario. “Ed ha permesso specie nel settore minorile di prendere in considerazione tutte quelle difficoltà nel processo di personalizzazione e di socializzazione che non sempre si esprimono in comportamenti penalmente sanzionabili ma che si estrinsecano anche in modi di vita ancor più gravemente sintomatici di posizioni autodistruttive o laceranti del tessuto sociale. La devianza consiste, pertanto, nel radicato rifiuto dei valori etici e sociali, civili, di procedure socialmente prescritte, ma anche violazione di norme fondamentali che consentono lo sviluppo della persona e la convivenza sociale. Il disadattamento a differenza della devianza è l’espressione di una difficoltà del soggetto di comunicare con se stesso, con il mondo delle cose, delle persone e dei valori in maniera adeguata. E’ la conseguenza di gravi difficoltà relazionali personali e/o sociali e di insufficiente strutturazione del proprio io individuale e sociale” spiega Polifroni. 

Il disagio è invece una situazione di difficoltà ambientale o relazionale che rende meno sereno e lineare il percorso di sviluppo. Si deve però riconoscere che devianza, disadattamento e disagio possono costituire fasi diverse di un unico percorso involutivo: perciò è necessario intervenire tempestivamente sin dal momento in cui emerge la situazione di disagio per risolvere problemi che se non affrontati possono portare a forme sempre più gravi di disadattamento prima e di devianza poi. La devianza minorile specie quella più facilmente identificabile attraverso il rilevamento della commissione di reati, statisticamente valutabili per l’obbligatoria denuncia all’Autorità Giudiziaria, è in preoccupante aumento. “Non sono solo i dati quantitativi che destano preoccupazione: da un esame più approfondito di essi emergono caratteristiche della devianza minorile, che si esprime in comportamenti penalmente rilevanti assai inquietanti. Innanzitutto si va notevolmente abbassando l’età in cui si commettono delitti: le denunce nei confronti dei minori di quattordici anni, e quindi non imputabili, sono in costante aumento” conclude.