Reggio Calabria: è Gregorio Pititto il nuovo segretario confederale della CGIL

E’ Gregorio Pititto il nuovo segretario confederale della CGIL di Reggio Calabria

gregorio pitittoLa CGIL di Reggio Calabria – Locri ha un nuovo segretario confederale. Si tratta di Gregorio Pititto, eletto oggi dall’assemblea generale riunitasi alla presenza del componente della segreteria nazionale Nino Baseotto e del segretario regionale Angelo Sposa Gregorio Pititto succede alla guida della CGIL di Reggio – Locri a  Mimma Pacifici, che ha aperto i lavori dell’assemblea offrendo una sintesi dei suoi sette anni a capo dell’organismo confederale. Nel suo intervento la segretaria dimissionaria, che proseguirà il suo percorso in CGIL come componente della segreteria confederale regionale (con deleghe all’assetto idrogeologico, alle politiche agricole e forestali, alle reti, infrastrutture, logistica, mobilità, pari opportunità, credito, sviluppo urbano e casa) ha raccontato alcune delle battaglie fatte proprie dalla CGIL nel corso del suo mandato, incentrate soprattutto sui temi della legalità e del lavoro. Pacifici, oltre ad elencare i risultati conseguiti durante il suo mandato, si è soffermata in particolare sul metodo con il quale ha portato avanti le battaglie della Camera del Lavoro di Reggio – Locri. Un metodo forte di fare sindacato, a tratti  “sopra le righe”, fatto anche di azioni eclatanti e di scelte necessarie per scuotere un territorio a volte fin troppo rassegnato e per sostenere senza mezze misure i diritti dei lavoratori e dei cittadini. Enorme apprezzamento alla segretaria dimissionaria è stato rivolto da parte del segretario regionale CGIL Angelo Sposato che ha arricchito la discussione dell’assemblea lanciando l’idea della sottoscrizione di un “Manifesto per la legalità”, da costruire assieme a tutte le forze sane della società civile, dalla scuole fino al mondo cattolico e dell’associazionismo tutto, per far sì che gli studenti del ciclo primario e secondario possano beneficiare di un’ora di Legalità nell’ambito del proprio piano di studi curriculare. Secondo il segretario regionale sarebbe un’azione educativa importantissma nei confronti delle nuove generazioni, complementare alla scelta compiuta dalla CGIL di costituirsi parte civile in tutti i processi contro la ‘ndrangheta perché la criminalità organizzata, per essere sconfitta, va attaccata dentro e fuori le aule dei tribunali.

Nella sua relazione programmatica Pititto, sottolineando che la sua segreteria seguirà il solco tracciato da Mimma Pacifici, ha snocciolato alcune delle questioni più rilevanti che insistono sul territorio di Reggio – Locri, spaziando dal tema della sanità a quello della mobilità, dal tema dalla disoccupazione a quello della legalità. Il segretario neoeletto ha fatto il punto sulle debolezze del territorio e sulle azioni che la CGIL intende mettere in campo per contribuire al rilancio dello stesso, evidenziando come sia le risorse comunitarie che l’istituzione della città metropolitana possano segnare il punto di svolta per Reggio e la Locride. Secondo Pititto questi due elementi assieme alla lotta senza quartiere alla criminalità organizzata potranno garantire alla comunità il futuro che merita, libera dal giogo ‘ndranghetista e rigogliosa delle potenzialità economiche e sociali finora inespresse. Le conclusioni dell’assemblea sono state affidate a Nino Baseotto che ha posto l’accento sui prossimi obiettivi della CGIL, intenzionata a stimolare il Governo in particolare su pensioni, fisco e ammortizzatori sociali. Il segretario nazionale ha, poi, ricordato i successi conseguiti dalla CGIL nell’ultimo anno, a partire dalla raccolta firme per la legge di iniziativa popolare  “Carta dei Diritti Universali del Lavoro”, non dimenticando le battaglie sui voucher, sui diritti dei lavoratori occupati in appalti e subappalti coinvolti in processi di esternalizzazione e a difesa della Costituzione. A parere di Baseotto tali successi hanno dimostrato che una CGIL più unita non è niente affatto un’organizzazione meno plurima, ma certamente si è rivelata un’organizzazione più forte. E tutto ciò non può che fare bene al Paese.