Reggio Calabria, Dieni (M5S): “a Motta San Giovanni una nuova “Terra dei fuochi”"

Dieni: «A Motta S. Giovanni una nuova “Terra dei fuochi”» 

Federica-Dieni «È necessario agire al più presto per evitare che il territorio di Motta San Giovanni diventi una nuova “terra dei fuochi”». È quanto afferma la deputata del M5S Federica Dieni. La parlamentare, lo scorso 21 luglio, ha inviato una segnalazione alla Prefettura e all’Asp di Reggio Calabria circa i gravi rischi ambientali presenti in località Comunia di Motta San Giovanni, interessata da frequenti incendi e nel cui sottosuolo sarebbero stati interrati milioni di metri cubi di fanghi di depurazione. Nel documento, Dieni ha chiesto al prefetto, Michele di Bari, e al direttore generale dell’Asp, Giacomino Brancati, di attivarsi per arrestare i roghi e per avere un quadro più chiaro della situazione. «La zona di Comunia – spiega la deputata 5 stelle – è interessata da frequenti incendi. Nell’agosto 2016 un rogo ha raggiunto i fanghi di depurazione accatastati in un impianto di compostaggio già raggiunto da diversi provvedimenti di sequestro. Nelle vicinanze dell’impianto, inoltre, sarebbero stati interrati milioni di metri cubi di fanghi e di altro materiale di cui non si conosce la natura. Lo scorso 16 giugno si è propagato un nuovo incendio e sembra che, ancora oggi, i residenti della frazione di Lazzaro stiano continuando a respirare sostanze nocive ed esalazioni nauseabonde, con le ceneri ancora sospese nell’aria. Ancora: nella notte tra il 19 e il 20 giugno – aggiunge Dieni – si è registrato un altro ancor più vasto incendio che, oltre ad avere interessato contrada Comunia, si è esteso fino a raggiungere i versanti collinari della vicina località Paolia e Motta San Giovanni, mettendo in pericolo le abitazioni e alcuni allevamenti zootecnici». 

«È quindi più che mai urgente – conclude la parlamentare – lo smaltimento dei fanghi di depurazione e degli altri materiali accatastati nell’area vicina all’impianto di compostaggio. Se le fiamme di uno dei tanti incendi appiccati in quelle zone dovesse malauguratamente raggiunge i materiali tossici, le conseguenze sarebbero irrimediabili per tutta la popolazione».