Reggio Calabria, Chindemi (PCI): “una testa deve cadere: o Falcomatà o la Marcianò”

Reggio Calabria Falcomatà Marcianò“Se le gravissime accuse dell’ex assessore Marciano’ , nei confronti di Falcomata’ , non dovessero sortire alcun effetto, sopratutto sul piano giudiziario, dovremmo necessariamente concludere che anche ai piani alti del Cedir( per non addetti ai lavori ove sono alloggiati gli uffici della procura) “non sentono, non vedono e non parlano”, come i tre dispettosi animaletti della giungla. Delle due l’una : o la Marciano’ e’ andata fuori di testa e le sue accuse , tanto gravi quanto circostanziate, concretizzano condotte diffamatorie, con ogni conseguenza che ne deriva, ( attendiamo con impazienza la inevitabile querela del sindaco),o le sue dichiarazioni rappresentano certamente ” notitie criminis” che impongono la obbligatorietà dell’azione penale per dare l’avvio, quantomeno, ad una attività investigativa.  La verità non può albergare in entrambi i protagonisti: o la Marciano’ ha sempre lavorato nella assoluta legalità e trasparenza, ostacolata e minacciata dal ” suo” sindaco, in uno con i suoi lacchè , con ogni conseguenza politica e giudiziaria che ne deriva, o la stessa è una piccola arrampicatrice sociale , nonché pericolosa millantatrice, che si assumerà tutta la responsabilità delle sue dichiarazioni. Non esiste una terza via ( tertium non datur, sentenziavano in nostri avi latini) e, chi crede di far passare questa gravissima vicenda, complice anche il mese di agosto, nel dimenticatoio ,sbaglia di grosso. La testa di qualcuno dovrà necessariamente cadere: o quella di Falcomata’ , se le accuse della Marciano’ saranno riscontrare o non contradette, o quella di quest’ultima , se le sue esternazioni risulteranno diffamatorie. Noi , come PCI, su questo non daremo tregua, anche e sopratutto nell’interesse della città che , nelle condizioni disperate in cui versa, non si può consentire di essere rappresentata da personaggi, nemmeno lambiti dal sospetto del malaffare e/o dalle ambiguità. Se invece i due hanno creduto di darsi battaglia, per le rispettive ambizioni personali, sulla pelle della città, faremo in modo che questo folle calcolo si ritorca pesantemente sulle loro rispettive insensatezze: abbiamo l’assoluta esigenza di sapere da quale parte pende la bilancia della verità , perché in politica, come nella vita, conta solo il bianco od il nero, e solo i mediocri e i doppiogiochisti scelgono ” le cento sfumature di grigio ” . Sulle condotte penalmente rilevanti, la Magistratura è la sola titolata a dare risposte , con i tempi che le sono propri, mentre , sul piano politico, la gente ha già emesso la sua condanna per un sindaco rivelatosi , tanto infantile quanto inadeguato, usando , per la definizione , per il momento, aggettivi con caratura assolutamente troppo gentile”. E’ quanto scrive in una nota l’Avv. Salvatore Chindemi, responsabile per le politiche della Città Metropolitana del PCI