Reggio Calabria, Chindemi (PCI): “Falcomatà, dopo la replica della Marcianò, annega come Narciso”

falcomatà“Nella mitologia greca, Narciso , osteggiando pervicacemente  chi lo amava veramente, si innamora di se stesso e , a causa di  questo ” sacrilegio” , venne  condannato dagli dei a specchiarsi nelle acque del fiume e, guardandosi continuamente,  ammaliato  e compiaciuto solo di se, alla fine finisce per annegare in esso. Raramente si è potuto assistere ad un suicidio politico di queste proporzioni ed in così breve tempo. Nel ricordo della esaltante sindacatura del padre, gli avevamo, dal nulla, creato, insieme a tanti altri, un consenso straordinario, consentendogli di  aggiudicarsi la corsa per la sindacatura  ma, come Narciso, ha creduto che il merito fosse tutto e  solo suo e, contornandosi solo di ” specchi”  che riflettessero  la sua immagine , ha inevitabilmente perduto il senso del reale, finendo per annegare. Quando ancora era  in auge e  da tutti osannato,  abbiamo , fin da subito, separato  i percorsi,  allorché abbiamo colto l’ambiguità del suo operato, che oggi appare chiara a tutti. Adesso, abbandonato anche  dal suo partito  nazionale, e dopo la sortita mortifera  del suo ex assessore, sarà  impossibile  , per  lui,  far rivivere agevolmente un consenso popolare così stoltamente ed irreversibilmente perduto  ed a nulla potrà valere gettarsi  nelle braccia del cosentino Oliverio,  famoso” rivoluzionario ” meridionale. Ma il nostro  attuale  sentimento non è di una banale  rivincita, che in politica serve a poco, ma di autentica pena  nei confronti dei “protagonisti” di questo scempio, nonché rammarico vero per una esperienza irripetibile che,  invece, se gestita virtuosamente,  avrebbe prodotto benefici enormi per la città,  spregiata dalle precedenti esperienze amministrative. Adesso però, dopo   aver letto con “terrore” la lettera alla città della Marciano’, che lo ha letteralmente asfaltato, assieme a quei poveri sprovveduti che ancora lo assecondano,  occorre adoperarsi per circoscrivere i danni che , questo occasionale primo cittadino ed i suoi ignavi sodali, possono ulteriormente causare,  nel tempo che rimane fino alla prossima scadenza elettorale cittadina. Il suo partito, per bocca di Guerini, e quindi di Renzi ,  lo ha definitivamente  scaricato, escludendolo anche dai 40 che dirigeranno i dipartimenti ( a lui, come ripiego, prima del suicidio,  era stato promesso quello per il  Mezzogiorno ) ed, in queste condizioni di isolamento e di sfrustrazione  , il suo disturbo narcisistico, compresso così brutalmente , lo può indurre  a commettere l’ inimmaginabile. Ovviamente non siamo affatto preoccupati per le sue sorti personali e di quanti gli fanno da coro stonato, i quali annegheranno, inevitabilmente,  assieme a lui, ma abbiamo molto a cuore le sorti di questa comunità , oramai stremata  e pronta ad esalare l’ultimo respiro. Abbiamo  sempre avuto il sospetto delle ” ambiguità” di questo sindaco ed adesso  , dopo le incredibili rivelazioni della Marciano’,  abbiamo molto più chiaro verso quale direzione adesso  stia decisamente Svoltando ed il significato preciso della  sua affermazione  ” non ho  potuto più  difendere la Marciano’”e sopratutto da chi. Forse si tratta  della spartizione degli ingenti fondi dei Patti  per il sud che stanno per arrivare ? Forse la gestione trasparente  del suo incorruttibile assessore turbava qualcuno? Con chi si è schierato   adesso il sindaco  e per quali interessi , dopo aver rimosso onestà  e competenza da questo  assessorato chiave? Il nome del prossimo assessore ai lavori pubblici chiarirà molti misteri e forse darà un po’ di lavoro alla Procura. Per questi motivi  il PCI, a breve, si farà promotore di una petizione popolare, organizzando la raccolta di firme in tutta la città , cominciando dalle periferie ( la prima sarà la mitica S. Venere, dove tutto è  cominciato) , per richiedere le dimissioni di questa amministrazione , prima che la gente impugni i forconi. Chiediamo il sostegno a tutti, prima che il degrado diventi irreversibile ed ogni iniziativa appaia inutile, specialmente ai giovani che non hanno alcuna concreta speranza di occupazione  e di un futuro   sereno  nella propria terra ;alle donne, che hanno verificato quale considerazione abbia  di loro il primo cittadino, che non li rispetta nemmeno nel momento di loro massima fragilità ; a tutte le categorie  economiche sane, che hanno il  bisogno imprescindibile  di avere indirizzi chiari e sostegno concreto per le loro attività, agli uomini e donne di cultura, mortificati da troppo tempo nelle loro aspirazioni intellettuali, ai lavoratori e alle lavoratrici, da sempre i pilastri portanti di ogni società civile e democratica“. E’ quanto scrive in una nota l’Avv. Salvatore  Chindemi, responsabile per le politiche della città metropolitana per il PCI