Reggio Calabria, caso Marcianò. Il PCI: “solidarietà umana e personale all’ex assessore”

marcianòLa Federazione reggina del Partito Comunista Italiano esprime “profonda solidarietà umana e personale alla prof.ssa Angela Marcianò per la violenta ed indecente estromissione dalla giunta comunale decisa dal fallimentare sindaco di Reggio Falcomatà. Una destituzione infarcita da un rancido sapore sessista poiché avviene in un delicato momento personale di Angela Marcianò, la quale nei prossimi giorni diventerà mamma. La verità è che si tratta, come a tutti noto, della capricciosa ed infantile vendetta ordita da Falcomatà come nervosa ripicca per la recente nomina della prof.ssa Marcianò nella Segreteria nazionale del PD, nomina avvenuta proprio a scapito del sindaco pro-tempore della città che, da mesi, si sentiva accomodato in quella poltrona. Insomma, il piccolo sindaco si è sentito usurpato da chissà quale lascito divino… E’ del tutto ovvio che le vicende del PD, partito infestato da una macroscopica “questione morale”, non ci interessano assolutamente poiché il partito di Renzi, Oliverio e Falcomatà rappresenta, visti i fatti incontrovertibili, il male assoluto per l’Italia, la Calabria e Reggio. E’ comunque opportuno ricordare che l’ormai ex assessore Marcianò deteneva, sin dalla sua nomina del 2014 e dopo la conferma nel recente rimpasto di giunta, le delicate deleghe ai lavori pubblici e alla legalità ed è grazie alle solitarie denunce della Marcianò, mai supportata e sempre mal sopportata e osteggiata da Falcomatà e dai suoi sciocchi soldatini, che la Procura reggina ha smantellato un sistema affaristico-mafioso che si annidava proprio nel settore lavori pubblici del Comune. Denunce che hanno avuto l’effetto di farle saltare in aria un’automobile a seguito di un attentato mafioso. Pertanto, soltanto sei mesi fa il fallimentare sindaco Falcomatà confermò la prof.ssa Marcianò a seguito di un osceno rimpasto di giunta. Un rimpasto che, tale è l’assoluta incompetenza e la palese inadeguatezza che caratterizza l’attuale sgangherata compagine dell’amministrazione comunale, ha prodotto, fatto inimmaginabile, la nostalgia nei confronti del suo primo esecutivo. La schiumosa e incontenibile rabbia di Falcomatà ha fatto precipitare gli eventi negli ultimi giorni che sono stati contraddistinti dalle patetiche note stampa inviate dai servi sciocchi del sindaco tutte con l’obiettivo di attaccare senza alcun ritegno la prof.ssa Marcianò. Accanto alla questione politico-amministrativa è obbligatorio evidenziare un inquietante e preoccupante aspetto psicologico che investe proprio il sindaco di Reggio: Giuseppe Falcomatà è misogino e dimostra sistemica repulsione nei confronti delle donne!!! Infatti, nei suoi circa tre anni di amministrazione ha revocato ben quattro assessori e, guarda caso, si tratta di quattro donne. Prima è toccato a Patrizia Nardi, Mattia Neto ed Agata Quattrone, oggi è la volta di Angela Marcianò. Tutto ciò è avvenuto nonostante gli scandali vergognosi che hanno coinvolto direttamente molti assessori, i quali, invece, rimangono al loro posto. Pertanto, la diagnosi è chiara e inequivocabile, si tratta di misoginia. L’autogol rappresentato dalla cacciata della prof.ssa Marcianò dalla giunta comunale costituisce il definitivo capolinea del fallimentare sindaco Falcomatà, ormai unanimemente inviso e detestato da Reggio e dai reggini, il quale, totalmente delegittimato e senza alcun consenso, farebbe bene a dimettersi e liberare la nostra città dalla sua inadeguatezza e inconsistenza amministrativa”.