Reggio Calabria: arrestato mentre coltivava piante di canapa indiana. La Cassazione annulla l’ordinanza di custodia cautelare

processoArrestato mentre coltivava 2mila piante di canapa indiana. La Cassazione accoglie il ricorso ed annulla l’ordinanza di custodia cautelare in carcere:

-  P.M. veniva tratto in arresto in flagranza di reato mentre si occupava della irrigazione di una piantagione di canapa indiana composta da oltre 2 mila piante fiorite di altezza variabile tra i 50 ed i 100 centimetri.

-  Il Tribunale della libertà di Reggio Calabria rigettava la richiesta di riesame, sul duplice presupposto del pericolo di reiterazione del reato e della adeguatezza della sola misura carceraria al soddisfacimento delle esigenze cautelari.

- L’imputato, assistito nella fase di merito dall’Avv. Giuseppe Gentile del Foro di Reggio Calabria, proponeva ricorso per Cassazione.

-  L’Avv. Alfredo Foti del Foro di Roma, autore del ricorso, deduceva la violazione di legge ed il vizio motivazionale dell’ordinanza del Tribunale reggino.

- In particolare, il penalista, richiamando la giurisprudenza sia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, eccepiva l’inosservanza dei principi di proporzionalità ed adeguatezza della misura cautelare e, conseguentemente, la violazione della regola giurisprudenziale della minor compressione possibile della libertà personale.

-  La Quarta Sezione Penale della Cassazione, ritenendo fondate le argomentazioni difensive, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, rinviando per un nuovo giudizio dinanzi al Tribunale della libertà di Reggio Calabria, e specificando che la nuova valutazione della posizione dell’imputato da parte dei giudici di merito dovrà essere finalizzata all’individuazione di una misura più idonea e non necessariamente carceraria.