Reggio Calabria, aperta la campagna”Ieri, oggi, domani. Migrazioni e percorsi d’integrazione per le persone rifugiate: politiche e strumenti”

A Campo Calabro in Provincia di Reggio Calabria si è aperta ufficialmente la campagna “Ieri, oggi, domani. Migrazioni e percorsi d’integrazione per le persone rifugiate: politiche e strumenti”

WithRefugeeSi è aperto con le toccanti immagini della campagna dell’UNHCR la tavola rotonda “Ieri, oggi, domani. Migrazioni e percorsi d’integrazione per le persone rifugiate: politiche e strumenti” organizzata dallo Sprar di Campo Calabro, in collaborazione con Aster Intercultura e il Comune di Campo Calabro.

L’incontro, moderato dalla giornalista Federica Morabito, è stato organizzato a conclusione delle iniziative messe in campo dallo stesso Sprar: il social contest “With the Refugees” e “C’è posta allo SPRAR”, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che rientra nella più ampia campagna “With the refugees”.

Interventi d’alto livello e di grande interesse da parte di esperti ed operatori del settore che si occupa del delicato problema dei rifugiati.

“Sappiamo che questi amici sono ormai parte della nostra identità culturale – sono state le parole del Sindaco di Campo Calabro, Rocco Repaci, nel corso del saluto istituzionale –, la nostra è una comunità ormai multietnica”.

Il Prof. Luigi Rossi, sociologo e Docente Università di Messina ci parla di Ieri, oggi, domani: inclusione o integrazione? Tracciando la differenza tra inclusione e integrazione: “L’integrazione implica una superiorità, un dominio da parte di chi integra nei confronti di chi deve essere integrato – spiega -. Già nel 600 un filosofo francese, integralista, parlava del diritto all’ospitalità di ogni individuo con il solo vincolo del rispetto delle regole del paese che lo ospita. Quel filosofo era Cartesio.  Si tratta di un obbligo etico, anche in considerazione che il nostro è stato un paese di emigranti. La storia dell’umanità è stata sempre caratterizzata da migrazioni la cui causa prima è il fattore religioso. – E poi la domanda chiave, problema o risorsa? – Dal punto di vista economico, nel nostro Pil gli immigrati producono 8 miliardi di euro. Da quello umano basti pensare che il nostro paese supera i 55 anni di età  media, in questi paesi invece l’età media è di 20 anni, dunque noi europei avremo bisogno di questo scambio continuo. Bisogna riuscire a creare una sorta di comunità anche se ci viene difficile a causa di differenze. Il punto di partenza è il reciproco rispetto”.

La Dr.ssa Valentina Gigliotti, Delegato UNHCR Italia – ha parlato delle attività e della mission di UNHCR per l’inclusione, chiarendo le attività importantissime e delicatissime dell’Alto Commissariato.

“Primo compito delle Nazioni Unite per i rifugiati è quello della protezione, garantendo il rispetto dei diritti fondamentali. La maggior parte della popolazione rifugiata non giunge in Europa ma si ferma nei paesi limitrofi, come il Libano, Turchia, Uganda, paesi al alto tasso di accoglienza”. Ha chiarito la differenza tra rifugiato, richiedente asilo e immigrato, la Gigliotti, sottolineando che il rifugiato è colui che si trova in una “effettiva situazione di pericolo e di persecuzione per motivi di razza, nazionalità, religione, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche”.

Informazioni fondamentali per creare una vera e propria cultura dell’inclusione in Italia.

Il delicatissimo argomento relativo ai MSNA Minori stranieri non accompagnati è stato affrontato da Federico Zindato, Delegato Comitato provinciale UNICEF R.C.

Zindato ha spiegato le attività dell’Unicef che opera nell’interesse del minore fornendo anche qualche dato: “Nel 2016 sono arrivati sulle nostre coste di 22 mila minori non accompagnati – spiega Zindato – ragazzi tra i 15 e 17 anni di età. L’Unicef si occupa di dialogare con le Istituzioni per garantire la tutela di questi minori. In chiave locale l’Unicef sta girando i centri della provincia che accolgono i ragazzi per verificarne le condizioni e il rispetto delle norme, e intervenire dove serve”. Queste solo alcune delle attività dell’Ente.

Dopo aver esaminato la situazione a livello internazionale, nazionale e provinciale l’incontro si è spostato sul territorio di Campo Calabro esaminando le attività di un anno di SPRAR: “E’ passato un anno – sono state le parole della Coordinatrice del Progetto Campo Calabro, Antonella Ielo- , un anno ricco grazie anche alla Comunità Campese”. Spiega poi tutte le numerose attività dello Sprar, la dottoressa Ielo, che hanno come unico scopo il raggiungimento dell’inclusione attraverso vari progetti come per esempio quello a sfondo sportivo realizzato con l’Asi Calabria.

A tirare le somme di tutti gli interventi e delle attività svolte è la Responsabile del progetto Sprar di Campo Calabro, Michela Alampi, con un intervento dal titolo “L’Italia che accoglie buone prassi e sviluppi futuri sul territorio”. Alampi ricorda prima di tutto che lo Sprar è un circuito di seconda accoglienza e, per indicazione ministeriale, si occupa di piccoli numeri, persone indicate dallo stesso Ministero, che hanno diritto a restare in Italia. “L’idea è di mettersi al lavoro con  il Presidente di Confindustria giovani Samuele Furfaro, con il quale siamo già in contatto, nel monitoraggio del territorio – spiega ancora Alampi – , il prossimo step sarà l’incontro con le aziende per iniziare a parlare di sostegno all’inserimento lavorativo dei beneficiari dopo aver tenuto percorsi di formazione”.

Al termine dell’incontro si è svolta la cerimonia di premiazione dei ragazzi dell’Istituto comprensivo Campo Calabro – San Roberto che hanno partecipato al social Contest lanciato nei giorni precedenti realizzando degli scatti poi votati dal popolo social.

Prima classificata Maria Rita Saccà con la foto dal titolo “Uniti verso il futuro”, secondo Samuele Messineo con “L’arcobaleno più bello del mondo” e terzo Andrea Alvaro con “Un sorriso”.

I ragazzi hanno ricevuto dallo Sprar un assegno spendibile nell’acquisto dei libri scolastici. “Investiamo nella cultura – sono state le parole della Responsabile Michela Alampi – solo attraverso la cultura è possibile una effettiva crescita sociale”.

Un aperitivo etnico in piazza e l’intrattenimento musicale a cura dei “CAMPO 28 TRIO“, con delle sessioni di sperimentazione musicale, hanno concluso la serata.