Reggio Calabria, albero crollato sul Gazebo di Sottozero. Un Falcomatà imbarazzante continua a prendersela con “chi c’era prima…”

Reggio Calabria, da Falcomatà su facebook un post al limite dell’inverosimile dopo il crollo dell’ennesimo albero sul Lungomare

reggio calabria albero crollato sottozeroFinalmente il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, s’è accorto che in città è in atto una vera e propria “emergenza alberi“. Ne sono crollati 4 nelle ultime due settimane, non era mai successo prima nella storia di Reggio. Eppure non si sono verificati in queste due settimane fenomeni meteorologici tali da giustificare questi crolli (forti venti, temporali, trombe d’aria, nubifragi ecc. ecc.). Stanotte l’episodio più eclatante, il crollo di un albero secolare sul Gazebo di “Sottozero”. Fosse accaduto in pieno giorno, sarebbe stata una strage. Avremmo pianto decine di morti.

E allora ecco finalmente l’Amministrazione Comunale che decide di occuparsi (almeno a parole!) del problema, dopo aver ignorato i precedenti campanelli d’allarme. Ma che volete, il Milan sta facendo uno squadrone e in piena estate è certamente un argomento più entusiasmante rispetto alle sorti della città…

Falcomatà finalmente s’è svegliato ed è intervenuto sul problema: “EMERGENZA ALBERI” ha scritto su facebook. Buongiorno signor Sindaco. E’ da due settimane che stanno crollando uno ad uno. Meglio tardi che mai. Scorrendo il post, poi, rimaniamo imbarazzati dalle parole del primo cittadino che sostiene come “la causa va individuata nell’eccessiva differenza di temperatura interna della pianta e le condizioni esterne, particolarmente elevate in seguito ai ripetuti incendi di questi giorni“. Ma quest’assurdità botanica e meteorologica se la sarà inventata di sana pianta, o è stato qualche pseudo-esperto del suo staff a suggerirgliela? Anzichè compiere simili brutte figure, non sarebbe stato meglio interpellare gli esperti della Facoltà di Agraria che nei giorni scorsi proprio ai microfoni di StrettoWeb, tramite il Direttore del Dipartimento, hanno messo le proprie competenze e strumentazioni a disposizione del Comune? In natura, infatti, in alcun modo gli incendi possono provocare il caldo, semmai è il contrario, cioè il caldo (fenomeno meteorologico e naturale) alimenta le fiamme (appiccate sempre in modo doloso dall’uomo). Inoltre sul Lungomare non s’è verificato (per fortuna) alcun tipo di incendio. Ma poi, nello specifico, quale differenza di temperatura interna della pianta ci può essere, proprio di notte, adesso che l’aria è anche rinfrescata dopo l’ondata di caldo africano di martedì e mercoledì? E nei giorni scorsi, i crolli degli altri alberi non si sono verificati in concomitanza di ondate di calore. Quindi di che stiamo parlando?

L’imbarazzo tecnico, subito dopo, viene seguito da quello politico. Perchè Falcomatà nel suo post su facebook prosegue dicendo che “È evidente, tuttavia, che per anni è mancato un efficiente piano di gestione del verde urbano“. Ma per anni che? Per anni cosa? Quali anni? Falcomatà è Sindaco di Reggio da tre lunghissimi anni, non è più ammissibile scaricare tutte le colpe su chi c’era prima, per non prendersi le proprie responsabilità. Anche perché prima di lui la città è stata amministrata dai commissari che lui stesso aveva chiesto e voluto (inviati infatti da un Governo del suo stesso partito), perchè avrebbero “risanato la città”. Politicamente, quindi, Falcomatà e il Pd sono responsabili anche del disastro del commissariamento. E’ da cinque anni, quindi, che la città viene amministrata in modo diretto o indiretto, da Falcomatà e dal Pd. Prima con i commissari inviati dal governo Pd e richiesti dal Pd cittadino, poi direttamente da Falcomatà che quei commissari li aveva voluti e li aveva indicati come “salvatori della patria“. Cinque anni. E cinque anni fa non cadevano alberi. Cinque anni fa, finchè era Sindaco Demetrio Arena, c’era ancora la Multiservizi che da quasi quindici anni finchè non è stata chiusa, quotidianamente operava sul verde pubblico occupandosi della manutenzione e della prevenzione, della potatura e della pulizia delle aree verdi in modo preciso e meticoloso. Dopo la chiusura della Multiservizi, il verde pubblico cittadino è stato letteralmente abbandonato al proprio destino. E gli alberi crollano. Adesso, non prima. E crolleranno sempre di più con l’arrivo della stagione autunnale e invernale, caratterizzata dal maltempo.

Falcomatà continua: “realizzeremo un piano di gestione del verde urbano grazie ai Patti per il Sud, grazie ai quali abbiamo predisposto 3 milioni di euro di interventi volti a migliorare le condizioni manutentive del verde pubblico, con particolare riferimento alle alberature stradali e al patrimonio arboreo di pregio. L’obiettivo è quello di intervenire con le potature, rispettando allo stesso tempo il ciclo naturale delle piante. Gli oltre 11.000 alberi e i 230.000 mq di superficie verde della nostra città impongono particolare attenzione“. Quindi per l’ordinarietà servono i Patti per il Sud. Per quella che dovrebbe essere la norma, quasi quasi dovremmo sbracciarci con applausi e complimenti. E’ da tre anni che assistiamo a questo teatrino, e ogni provvedimento normale viene annunciato in pompa magna come chissà quale grande progetto rivoluzionario.

Dulcis in fundo, Falcomatà ci tranquillizza togliendoci l’imbarazzo. Finalmente. “Non si può, tuttavia, indugiare: è stato già predisposto un intervento straordinario di messa in sicurezza delle alberature, e oggi pomeriggio (subito dopo l’Unità di crisi per l’emergenza idrica) è convocata una riunione urgente di Giunta per affrontare collegialmente la questione“. Ecco, finalmente. Menomale. Sarebbero però bastate queste due righe, senza avventurarsi in arrampicate sugli specchi sulle condizioni termiche dell’albero e con il solito scaricabarile nei confronti di “chi c’era prima” (dopo cinque anni!), per dire che finalmente il Comune si è accorto che c’è un’emergenza alberi in città. Speriamo che per gli interventi reali non si debba davvero aspettare il morto.

Reggio Calabria, Cesare scrive a Sottozero: “piena solidarietà, anche sul nostro chiosco c’è grande pericolo. Abbiamo già scritto al Comune ma ci ignora”