Reggio Calabria, alberi crollati e verde pubblico: il Direttore del Dipartimento di Agraria mette gli strumenti della Facoltà a disposizione della città

Reggio Calabria, intervista al Direttore del Dipartimento Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria Giuseppe Zimbalatti sulla situazione del verde pubblico cittadino dopo il crollo di tre alberi nel giro di pochi giorni

reggio calabria albero caduto lungomare 28 giugno 2017 (1)

Tre alberi stramazzati improvvisamente al suolo nel giro di pochi giorni: è successo la scorsa settimana a Reggio Calabria. Dapprima l’episodio più grave, sul Lungomare, con danni ingenti alle automobili e una tragedia sfiorata sui pedoni e sulle auto in transito. Poi l’albero crollato dentro lo stadio, fortunatamente in quel momento chiuso al pubblico. Infine l’altro crollo in una traversa della trafficatissima Via De Nava. Per approfondire un argomento sempre importante come quello del verde pubblico, ma anche delicato perché si intreccia con la sicurezza dei cittadini, abbiamo intervistato il Direttore del Dipartimento Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, che innanzitutto ci spiega che episodi come quelli dei giorni scorsi a Reggio sono normali in natura.

Giuseppe Zimbalatti

Giuseppe Zimbalatti

Le alberature stradali e urbane – spiega Zimbalattinon sono indenni dai fenomeni naturali come quelli che si verificano normalmente nei boschi e nelle foreste. Schianti, sbancature e sradicamenti sono fenomeni comuni in natura, affatto eccezionali, perché gli alberi sono soggetti a questo tipo di episodi per problemi intrinseci alla loro struttura che si indebolisce, o per fenomeni meteorologici come i forti venti o anche per il semplice passare del tempo. Ovviamente quando questi episodi si verificano negli spazi urbani, comportano dei rischi per la popolazione e non possono essere sottovalutati o trattati con la stessa tranquillità rispetto alle zone più selvagge. La caduta di un albero che può essere scontata per un bosco, non è tale in città: bisogna mettere in atto tutte le misure preventive per evitare che succedano episodi pericolosi per la cittadinanza“.

E cosa bisognerebbe fare per prevenire guai?

Una buona manutenzione ordinaria è già alla base di una buona prevenzione. Da questo punto di vista a Reggio non si ha l’impressione, rispetto alle alberature più frequentate della zona del Centro, dell’abbandono o del degrado, ed è già una buona premessa affinché possibilmente l’analisi visiva che i manutentori conducono ogni qual volta intervengono sugli alberi, è già una forma di prevenzione. Solitamente basta già l’analisi visiva per rendersi conto di situazioni di debolezza strutturale e prendere i dovuti provvedimenti con potature o altri interventi“.

Evidentemente, però, visto quello che succede in città, bisognerebbe fare di più per tutelare il verde pubblico reggino.

Reggio notoriamente non è classificata dagli indicatori nazionali come una città particolarmente verde. Verde ne abbiamo poco rispetto a tantissime altre città italiane, ma ci sono tantissimi scorci di verde storico di unicità e incomparabile bellezza. Proprio per la loro tipicità e unicità vanno preservati in maniera particolare, specie il lungomare come luogo simbolo e di attrazione. E’ inoltre fondamentale tutelare la cittadinanza e il patrimonio arboreo della città metropolitana. E’ chiaro che ci sono degli strumenti e dei sistemi tecnici-scientifici che possono aiutare l’uomo nel prevenire e nello studiare queste cose, e nei nostri laboratori della facoltà di Agraria i nostri tecnici e i nostri ricercatori hanno a disposizione gli strumenti scientifici per approfondire l’analisi visiva di possibili difetti strutturali. Spesso una debolezza strutturale interna si evidenzia con dei difetti all’esterno, ma altre volte le debolezze strutturali dell’albero non sono rilevabili esternamente quindi servono altre analisi, come con un’ecografia, una radiografia o una tac su un corpo umano. A tal proposito, abbiamo a disposizione nuovissime strumentazioni acquisite di recente, messi in condizione di operare da poche settimane“.

Sarebbe quindi auspicabile una collaborazione tra enti per tutelare il bene pubblico.

“Con il Comune abbiamo ottimi rapporti e ci saranno ampissimi margini di disponibilità e collaborazione. La nostra facoltà oggi ha tecnologie modernissime, siamo tra i pochissimi in Italia ad avere queste strumentazioni, e siamo disponibilissimi a collaborare. Con l’Amministrazione Comunale c’è già un’ottima sintonia, ma è chiaro che su questo tema specifico possiamo fare molto di più e siamo pronti. La facoltà intende mettere a disposizione queste strumentazioni ultra moderne e le proprie competenze. Si tratta di un laboratorio completato da pochi mesi che adesso è a disposizione della città”.

In cosa consiste questo laboratorio?

Tra gli strumenti ci sono due tomografi, un resistografo, il martello a impulsi, tutti strumenti che stiamo mettendo a punto negli ultimi mesi e sono oggi disponibili. Strumenti non invasivi che non danneggiano la pianta, utilizzano le onde sonore nel legno per avere diagnosi precise senza entrare dentro il legno. Sono strumentazioni molto sofisticate, che però possono aiutare molto il compito dei manutentori del verde pubblico“.

Infine, a che punto è la lotta al punteruolo rosso?

Fortunatamente per Reggio questo pericolosissimo coleottero è stato meno devastante rispetto ad altre zone, la nostra città non è stata particolarmente colpita perché le specie di palme presenti nella nostra città e la loro disposizione si sono rivelate particolarmente resistenti relativamente ai danni subiti, rispetto alle zone del Mediterraneo in cui le palme sono state completamente rase al suolo. Bisogna insistere con questa tipologia di manutenzione e con gli interventi che vengono fatti, considerando che ogni giorno ci sono innovazioni nel settore, e adesso iniziano ad esserci anche dei prodotti chimici e fitofarmaci che si stanno cominciando a rivelare efficaci per il controllo del coleottero. Non bisogna abbassare la guardia perché il punteruolo è molto temibile ed è capace di adattarsi anche in mancanza di bersagli, anche per cambiare specie. Sempre alto il livello del controllo“.