Parco Ecolandia, «Una città e sette fiumare»: dal 22 al 25 luglio la Mostra collettiva

Gli uomini, l’acqua, la fiumara: storia di un conflitto senza tregua: una città e sette fiumare la Mostra collettiva  presso il parco Ecolandia di Arghillà di Reggio Calabria

Sette fiumareUna città e sette fiumare è una mostra collettiva che attraverso tre sguardi diversi cerca con parole, immagini e suoni di raccontare il complesso rapporto che lega da sempre le genti di Reggio Calabria alle sette fiumare che segnano irreversibilmente il destino degli uomini e del loro territorio.
Tre racconti diversi per raccontare il passato, il presente e un futuro diverso che possa risolvere il secolare conflitto tra uomo e fiumara.

Acqua ra ‘nopia”
di Francesco Tripodi
Francesco Tripodi con il supporto di mappe e documenti racconta la genesi della rivoluzione sociale e territoriale che è alla base della Reggio contemporanea. Il racconto della nascita del conflitto tra uomo e fiumara che si snoda lungo il corso del XIX secolo per arrivare al 1913. Una storia fatta di immagini e parole scritte che mettono in evidenza il ruolo fondamentale che le fiumare di Reggio Calabria hanno esercitato nello sviluppo di quella società contemporanea che, oggi, le considera solo uno spazio vuoto che va colmato, in ogni caso.

Le sette fiumare”
di Giovanna Catalano
fiumaraGiovanna Catalano con il suo sguardo indaga il presente di un conflitto tra uomo e fiumara che sembra non avere tregua. Le immagini proposte da Giovanna raccontano la prepotenza del tempo del cemento che sembra non lasciare scampo ad un avversario ormai stretto alle corde.
L’uomo cerca di appropriarsi e trasformare uno spazio che con gli appartiene. L’azione è lenta e la fiumara resiste come può lasciando tracce dalle quali è possibile intravvedere un passato diverso e, forse, una speranza per il futuro.

“La via verde”
di Marianna Mangano e Donatella Violante
Marianna Mangano e Donatella Violante con il loro racconto propongono una possibile soluzione al conflitto tra uomo e fiumara riconoscendo a quest’ultima un ruolo nuovo nell’assetto della futura città metropolitana. Nuova risorsa verde all’interno di un paesaggio urbano mutevole, disordinato e dominato dal cemento. La fiumara non più fonte di pericolo e morte. Non più nemico da combattere ed eliminare. La fiumara ritorna alle origini e come in un viaggio nel tempo si colora di verde.
Ritorna ad essere l’oasi che gli arabi ed i normanni avevano voluto ad immagine e somiglianza dell’eden