‘Ndrangheta stragista, Curcio: “le vittime scelte perchè simboli dello Stato”

‘Ndrangheta stragista, Curcio: vittime scelte perche’ simboli di Stato

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Le vittime di quegli attentati non sono state scelte, al contrario di quanto successo in passato, perche’ avessero svolto una particolare indagine o avessero particolari meriti, ma perché’ erano un simbolo dello Stato“. A dichiararlo è il sostituto procuratore della Dna, Francesco Curcio, in merito all’operazione ‘Ndrangheta stragista’ della Polizia di Reggio Calabria, coordinata dalla Dda e dalla Direzione nazionale antimafia. Questa mattina sono stati arrestati due elementi di spicco dei clan calabresi e siciliani: Rocco Santo Filippone del potente clan Piromalli di Gioia Tauro ed e’ stata notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere a Giuseppe Graviano, capomafia del mandamento di Brancaccio di Palermo. “Quando abbiamo chiesto ad un collaboratore che aveva partecipato all’omicidio Mormile – prosegue Curcio - se sapesse il significato della parola ‘Falange’, se il suo capo Domenico Papalia, glielo avesse spiegato lui ci ha risposto ‘mi hanno detto di rivendicare cosi. Attraverso una serie di ulteriori dichiarazioni, abbiamo scoperto che risultano contatti fra questo Domenico Papalia con soggetti appartenenti ai servizi d’informazione dell’epoca”. “Una straordinaria conferma – spiega il sostituto procuratore della Dna - e’ arrivata dall’ambasciatore Fulci, capo del Cesis proprio in quel periodo storico, minacciato dalla Falange Armata. Lui si convinse che queste minacce provenissero proprio dall’interno dei servizi. Per questo il tema di ulteriori indagini dovra’ essere proprio questo: individuare i soggetti che si sono incontrati con esponenti della criminalita’ organizzata, quanto meno per suggerire strategie”.