Messina, vigilanza venatoria. FpCgil: “si rischia di non partire a settembre”

FpCgil: “nonostante la richiesta del Comune di Messina alla Città Metropolitana, si tergiversa, senza che qualcuno intervenga per risolvere la questione”

funzione pubblica cgilLa FP CGIL chiede spiegazioni in relazione all’attivazione del servizio di vigilanza venatoria e antincendio ed è costretta a stigmatizzare l’assoluta assenza di notizie in merito nonostante il Sindaco della Città Metropolitana abbia disposto con proprio atto di indirizzo, almeno 2 mesi fa, l’avvio delle procedure. “Non è più comprensibile- dichiarano Francesco Fucile e Clara Crocè, rispettivamente segretario provinciale e segretario generale della FP CGIL di Messina, che gli uffici della Città Metropolitana deputati a dare esecuzione all’atto di indirizzo de quo a tutt’oggi non abbiano avviato il procedimento per l’esperimento delle procedure di gara e tenuto conto dei tempi tecnici necessari all’esperimento della gara il servizio non potrà essere avviato entro Settembre 2017 nonostante la disponibilità delle risorse economiche. Qualcuno dovrà spiegarci- continuano i sindacalisti della FPCGIL- perché nonostante la richiesta del Comune di Messina alla Città Metropolitana per l’emergenza sanitaria sui cinghiali e le continue emergenze incendi che stanno interessando l’intero territorio provinciale, si tergiversa con conflitti di competenza ed attribuzioni senza che qualcuno intervenga per risolvere la questione. Circa 30 famiglie di lavoratori attendono che il servizio venga riattivato e a nessuno sembra interessare il grave disagio che si è venuto a determinare tra i lavoratori. Al Sindaco della Città metropolitana che abbiamo tentato di incontrare per mesi senza successo chiediamo di passare dalle parole ai fatti e di dirimere le questioni che stanno rallentando l’avvio del servizio con evidenti ripercussioni per i cittadini della provincia di Messina”. La FP CGIL in caso di mancato tempestivo riscontro alla presente si riserva di proclamare lo stato di agitazione, di chiedere l’intervento della Prefettura e di ulteriori forme di protesta se necessarie.