Messina, caos migranti a Castell’Umberto. Il sindaco: “cittadini arrabbiati, abbandonati dallo Stato”

Caos migranti, il sindaco di Castell’Umberto: “Noi vogliamo fare accoglienza, ma  tenere 50 persone stipate in una struttura dichiarata  non idonea non mi sembra un buon modo per farlo”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Non siamo né razzisti né contrari all’accoglienza, siamo solo arrabbiati perché lo Stato ancora una volta ci ha lasciati soli“. A dirlo all’Adnkronos è il sindaco di Castell’Umberto (Messina), Vincenzo Lionetto, che da venerdì è a capo della protesta di un gruppo di primi cittadini dei Nebrodi contro l’arrivo nell’albergo Canguro di 50 migranti. Davanti l’ex hotel che li ospita e che ricade nel territorio di Sinagra, al confine, però, con il centro nebroideo, “non ci sono né persone incatenate, né barricate, né blocchi ma una presenza attiva per tenere alta l’attenzione sulla vicenda“. Da giorni la piccola comunità del Messinese è al centro della cronaca per la protesta contro l’arrivo di una cinquantina di extracomunitari. “Noi vogliamo fare accoglienza – spiega il sindaco – e tenere 50 persone stipate in una struttura dichiarata dall’assessorato regionale al Turismo non idonea non mi sembra un buon modo per farlo. Nell’albergo non ci sono riscaldamenti né servizi igienici a norma“. Senza contare che sulla base delle disposizioni del ministero dell’Interno (2,5 migranti ogni mille abitanti) la piccola comunità sui Nebrodi, dichiarata ‘area interna’ e, quindi “disagiata dal punto di vista della viabilità, delle scuole, della sanità – ricorda il sindaco – dovrebbe accogliere 7-10 migranti al massimo”. E le accuse di razzismo che in questi giorni sono piovute addosso ai suoi concittadini? “Non siamo né violenti né razzisti – assicura Lionetto -. Abbiamo già integrato altre realtà e qualche immigrato grazie a un progetto denominato ‘Nuove povertà’ sta lavorando in questi giorni al Comune“. (AdnKronos)