La Cgil ed il flop della Camusso a Gioia Tauro: come si fa a dimenticare dei 380 portuali licenziati ?

Gioia Tauro, l’iniziativa della Cgil con la segretaria nazionale Susanna Camusso è stato un flop totale nella cittadina dove hanno licenziato 380 lavoratori dal Porto nel silenzio più assoluto di chi li dovrebbe tutelare. Fischi ed insulti al sindacato: meglio il silenzio quando non si è in grado di fare il proprio mestiere

camussoUn fallimento, un flop totale l’iniziativa organizzata ieri a Gioia Tauro dalla Cgil comprensoriale alla presenza della segretaria nazionale Susanna Camusso. Un’iniziativa sul caporalato, piaga della Piana, si è rivelata solo un momento per contestare con fischi ed insulti il sindacato che, in passato, faceva delle battaglie di rivendicazione un punto nodale della propria azione. Non poteva essere altrimenti e la piazza praticamente vuota lo testimonia: in quel territorio della Città Metropolitana, sono stati licenziati 380 lavoratori, si avete capito bene 380 padri di famiglia sbattuti fuori nel silenzio da parte di istituzioni, sindacati e informazione nazionale. E’ doveroso ammettere che, al di là di qualche anima pia, vedi il sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia partito nella Capitale con i portuali, poco è stato il supporto a chi da lì a poco sarebbe stato mandato a casa. In serata poi il concerto dei Modena City Ramblers, anche questo un flop se pensiamo al prestigio del gruppo ed alla loro storia. Nei mesi scorsi tanta è stata la mobilitazione dei lavoratori con scioperi e blocco dell’autostrada, ma di fatto nulla è cambiato. Anche una riunione a Roma con governo e rappresentanti sindacali, seppur in un primo momento si era notata una schiarita sulla tragedia, non ha portato in definitiva a nulla di buono visto il risultato. La Camusso avrebbe fatto maggior figura a battere i pugni nei momenti tragici della trattativa, a venire in Calabria a sostegno dei lavoratori, a creare mobilitazione nei tanti iscritti Cgil, a tentare, anche con gesti eclatanti, il salvataggio dei 380 lavoratori. Adesso chi si occuperà di loro? Quale sarà il loro futuro? In una terra già ultra martoriata dalla disoccupazione questo è un ulteriore colpo mortale.