Incendi, Unci Calabria: “creare cooperative di giovani per la tutela dell’ambiente”

unci calabriaLascia attoniti la situazione relativa agli incendi che in questi giorni grava sul territorio calabrese e non solo. Ettari ed ettari di terra completamente arsi, i vigili del fuoco e protezione civile e tutte le forze armate allo stremo, cittadini in pericolo, e un danno patrimoniale ingente. Si perché in situazioni come queste, che hanno una ciclicità annuale, che spesso se non sempre si manifestano a seguito di atti dolosi, bisogna anche considerare il dispendio di risorse, umane ed economiche. È impensabile che si continui ogni anno a combattere l’emergenza con gli stessi mezzi che producono scarsissimi risultati e generano uno spreco enorme di soldi pubblici. Con i canaider, mezzo aereo maggiormente utilizzato in questi anni, che durante il periodo estivo sorvolano ininterrottamente i nostri cieli scaricando sole poche centinaia di litri di acqua sui vari focolai grazie all’impegno di piloti che ogni giorno rischiano la vita per portare a termine la loro missione, il dispendio economico è ingente. I costi sono altissimi: ogni ora di volo di un canader costa alle casse della nostra regione circa 15 mila euro. Considerate 10 ore giornaliere per circa 90 giorni il conto è fatto : si stima che solo la Regione Calabria ogni anno spende circa 10 milioni di euro per la campagna antincendio. È questa la denuncia che fa oggi l’UNCI Calabria. Alla quale segue una proposta: Perché non creare cooperative di giovani sul territorio calabrese che si occupino di tutela dell’ambiente, di valorizzazione del patrimonio territoriale, e soprattutto della prevenzione in senso stretto: dalla pulizia degli margini stradali (dove partono gran parte degli incendi) alla creazione delle fasce tagliafuoco, al mantenimento pulito del sottobosco. Le stesse cooperative potrebbero fare un’adeguata attività di prevenzione, soprattutto nei paesini dell’entroterra che si stanno spopolando e che invece del fumo, riceverebbero una boccata d’ossigeno. Si potrebbe addirittura ipotizzare di adottare un sistema incentivante con premialità nelle zone in cui non si manifestano incendi. In sintesi, quei 10 milioni di euro spesi per spegnere le fiamme, la regione Calabria li potrebbe impiegare remunerando il lavoro di circa 2000 cooperatori per tutto il periodo estivo. Forse è ora di prendere coscienza . Quella di sfruttare una risorsa come il movimento cooperativo a vantaggio della cittadinanza tutta e del territorio in cui viviamo. La cooperazione è una risorsa, cosi come le migliaia di ettari bruciate. Forse non è troppo tardi per capirlo”- scrive in una nota il  Presidente Regionale Unci Calabria, Dott. Nucera Serafino.