Incendi Calabria: il PCI propone idee per preservare il patrimonio boschivo

Incendi Calabria, il PCI propone idee per preservare il patrimonio boschivo

Incendio Calanna (9)Incendi Calabria –  queste settimane tutto il territorio della Calabria è stato interessato da continui e vasti incendi che hanno distrutto drammaticamente il patrimonio boschivo. Gli incendi, nonostante l’ottimo lavoro svolto dai vigili del fuoco e dalle altre forze dell’ordine, hanno mostrato però la fragilità del sistema locale incapace di rispondere prontamente all’emergenza. Le polemiche e i dibattiti si sono “accesi” e tanti partiti e associazioni sono scesi in campo per proporre valide soluzioni. Tra questi il partito Comunista della Calabria che in una nota stampa ha dichiarato che: “Nei giorni scorsi abbiamo assistito inermi ai continui incendi che hanno distrutto il patrimonio boschivo calabrese. “La Calabria Brucia” intitolavano i giornali. Certo ci sono tante ragioni che hanno contribuito a questo grandissimo disastro. Uno studio realizzato da COLDIRETTI stima in 15 anni il tempo necessario per ricostruire le aree naturali ed i boschi distrutti dalle fiamme. 15 anni e tanti soldi. Quanto abbiamo speso per gli interventi di emergenza? Cifre davvero imponenti. Il CODACONS proprio sui giornali di oggi chiede di sapere l’importo sopportato dai calabresi per l’estinzione degli incendi boschivi, trasporto aereo e servizi paralleli. Chiede di sapere pure i nominativi delle società che si sono aggiudicate gli appalti per le attività di spegnimento e prevenzione incendi dal 2010 ad oggi. E giustamente si domanda: “chi guadagna quando divampa un incendio?”. Intanto un dato è certo: la Calabria ha un patrimonio boschivo immenso e straordinariamente bello. Di per se rappresenta una risorsa da salvaguardare. Negli decenni scorsi la nostra Regione proprio per tutelare queste enormi aree montane aveva allestito un comparto importante. Aveva un numero di forestali adeguato: all’incirca 1 forestale ogni ettaro di bosco. In tutto potevamo contare su circa 35.000 forestali, nonché in almeno due centri di raccolta e trasformazione del legname dei nostri alberi”.

INCENDIO-CALABRIA-640x480Il patrimonio boschivo della Calabria è quindi a rischio. Dal punto di vista politico, un ottimo piano di azione potrebbe congiuntamente salvaguardare i nostri boschi e garantire occupazione. “Investiva risorse importanti che davano lavoro a tante famiglie e ad un indotto che impiegava molti giovani calabresi. Poi, probabilmente per seguire slogan sciocchi (in massima parte leghisti) e per soddisfare le bramosie della BCE meglio conosciute come Spending review, abbiamo forestale dopo forestale, ridotto, in maniera assolutamente sbagliata, quell’esercito di persone che controllavano i boschi, facevano prevenzione incendi, pulivano il sottobosco, mettevano in sicurezza le nostre montagne, facevano una importante opera di taglio e del bosco vecchio e reimpianto di giovani alberi. Oggi la regione può contare su circa 7.500 forestali, alias 1\5 del precedente organigramma; circa 1 per ogni 5000 ettari; rapporto assolutamente impari; in sostanza nessuno controlla più niente. Inoltre non investe più nella tutela del patrimonio forestale; il 95% del capitolo di bilancio riguardante la forestazione è impiegato per il pagamento degli stipendi! E ci domandiamo perché si verificano tanti incendi? Dovremmo semmai chiederci come siamo stati così ciechi! E se sono vere le preoccupazioni del CODACONS, la riduzione del numero degli addetti non ha corrisposto nemmeno ad un grande risparmio visto che la Regione Calabria – si badi quella che in questi anni ha licenziato le sue risorse umane – spende cifre considerevoli per appaltare ciò che una volta facevano i dipendenti forestali e cioè i suoi dipendenti. E allora? Allora, crediamo – e qui lanciamo una grande battaglia politica – che bisogna avere il coraggio, la statura, l’autorevolezza di invertire la tendenza” continua il partito. 

Incendio Calanna (2)E’ necessario puntare sulla formazione. Necessario tutelare quel patrimonio naturale già a rischio, a causa dell’innalzamento delle temperature e del riscaldamento globale, che però è fonte di vita.  ”Ricominci la Regione ad assumere giovani; li specializzi – anche con l’aiuto delle nostre Università - ricostruisca un corpo di operai idraulici, di guardie forestali, di operai del legno, di agronomi forestali, di geologi, di ingegneri idraulici, di tecnici che sappiano capire come si fa la manutenzione della montagna, che sappiano capire quando si deve fare un taglio di bosco; quando si deve rimboscare; riaprire le industrie di trasformazione del legno; riaprire l’impianto di Bovalino. D’altronde, comunque dobbiamo pensare a rimboscare le migliaia di ettari di bosco diventato cenere con tutti i recenti incendi; comunque dobbiamo pensare come monitorare il rischio frane aumentato a dismisura a causa degli incendi che hanno eliminato i boschi. Certo, da solo non basta; occorre investire risorse per dotare questi uomini di strumenti (magari più moderni della pala e picozza), dotare detti controllori di tecnologie moderne (droni, piccoli elicotteri) per sorvolare e controllare i boschi. Se riusciremo a far questo forse serviranno meno Canaider, meno costi di spegnimento e forse riusciremo a far rimanere nella terra natia tanti giovani che invece oggi sono costretti – come negli anni 20 – a prendere la valigia ed emigrare, o rimanere disoccupati a vita, e riusciremo anche e soprattutto a pensare al nostro patrimonio boschivo come risorsa da valorizzare e non lasciare i nostri boschi abbandonati a se stessi o alla mercè di qualche buontempone che si diverte a rendere i nostri alberi semplice cenere” prosegue Lorenzo Fascì.

Tutelare il nostro territorio significa salvaguardare noi stessi, i nostri figli e le generazioni che verranno dopo. E’ necessario quindi elaborare leggi concrete ed efficaci. “Queste idee sono il segno tangibile di una buona Amministrazione, sono progetti che creano fiducia ai calabresi, che rendono viva l’Amministrazione Regionale che oggi appare non solo inutile ma addirittura quasi inesistente. In tutti questi lunghi giorni di incendi qualcuno ha visto il Presidente della Giunta Regionale Oliverio? Qualcuno sa chi è l’Assessore all’Agricoltura e Forestazione? Qualcuno sa dire cosa è migliorato nel passaggio da AFOR a Calabria Verde se non il nome? Dimenticavamo: a rendere più clamorosa la situazione ha pensato il Governo trasformando – in maniera assolutamente confusa e senza un piano strategico vero – la Guardia Forestale in Carabinieri: cioè ha trasformato coloro che dovevano monitorare la fauna boschiva in agenti di ricerca di delinquenti. A che serve? Un risultato l’ha prodotto: ha sguarnito ancora una volta di un corpo di personale specializzato che per decenni si è occupato di controllo, prevenzione, monitoraggio di boschi e fauna!”, conclude la Segreteria Regionale PCI Calabria.