Ecomafia 2017, la Calabria al quarto posto: 411 le infrazioni accertate

Con 2.303 illeciti ambientali la Calabria si colloca al quarto posto, nella classifica nazionale stilata dal Rapporto Ecomafie 2017 di Legambiente.

ecoreati-659x400La corruzione in materia ambientale continua ad essere un fenomeno dilagante in tutta Italia e se per alcuni versi sembra rallentare, bisogna tener conto di quegli illeciti (la maggior parte) che non verranno mai  denunciati. In vetta alla classifica degli illeciti ambientali  la Campania con 3.728 illeciti, davanti a Sicilia (3.084), Puglia (2.339) e Calabria (2.303). La Liguria resta la prima regione del Nord, il Lazio quella del Centro. Nel ciclo del cemento in Calabria  - è spiegato nel rapporto – sono state 411 le infrazioni accertate rispetto alle 593 dello scorso anno; 450 le denunce; un arresto e 151 sequestri. Nella lotta contro le ecomafie e i ladri del futuro si sta percorrendo la giusta strada. A soli due anni dall’entrata in vigore della legge sugli ecoreati, nel complesso diminuiscono gli illeciti ambientali e il fatturato delle attività criminali contro l’ambiente». È quanto emerge da Ecomafia 2017 di Legambiente, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, edito da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat e Novamont, e presentato oggi a Roma alla Camera.

 A livello provinciale al primo posto c’è Cosenza con 148 infrazioni, 151 denunce, nessun arresto e 52 sequestri; segue Reggio Calabria con 119 infrazioni, 141 denunce, un arresto e 53 sequestri; Crotone con 77 infrazioni, 65 denunce, nessun arresto, 21 sequestri; Vibo con 38 infrazioni, 49 denunce, nessun arresto e 14 sequestri. Chiude la classifica Catanzaro con 27 infrazioni, 40 denunce, nessun arresto e 10 sequestri. Nel ciclo illegale dei rifiuti, sono state 429 le infrazioni accertate rispetto alle 487 dello scorso anno, 445 le persone denunciate, 8 gli arresti e 186 sequestri.