Caldo, ore di inferno in Calabria e Sicilia: +41°C a Reggio, +35°C a Messina. Incendi ovunque, è un disastro [LIVE]

Caldo record al Sud: Siracusa con +46,4°C eguaglia il suo stesso record di temperatura massima più alta mai registrata in una città italiana, risaliva al 2 luglio 1998. Situazione catastrofica per gli incendi in Calabria e Sicilia

CaldoCaldo in Calabria e Sicilia- Il Sud Italia sta vivendo ore d’inferno: come ampiamente previsto, questo Mercoledì 12 Luglio si sta dimostrando il giorno più caldo dell’anno con temperature pazzesche, ai limiti dei record storici assoluti da sempre. In modo particolare in Sicilia fa caldissimo, ma anche Calabria, Sardegna, Puglia, Basilicata, Campania e Molise non sono da meno. Super caldo anche nelle zone interne del Centro e lungo la fascia del medio e alto Adriatico, tra Romagna e Marche, a causa del garbino.

Ecco le temperature massime giornaliere, ancora parziali, rilevate fino alle 15:30: abbiamo +46°C a Siracusa e Paternò, +45°C a Catenanuova, +44°C a Sigonella, +43°C a Catania, Lentini, Augusta e Ramacca, +42°C a Noto, Sestu e Francofonte, +41°C a Reggio Calabria, Misilmeri, Partinico, Belpasso, Torano Castello e Fontanarossa, +40°C a Foggia, Caltanissetta, Carbonia, Castellammare del Golfo, Cinisi, Castelbuono, Altofonte, Pedara, Cammarata, Bronte e Luzzi, +39°C a Cagliari, Lecce, Modica, Iglesias, Rende, Castrovillari, Ispica, Caltagirone, Randazzo, Mussomeli, Lipari, Decimoputzu e Decimomannu, +38°C a Palermo, Matera, Olbia, Capoterra, Riposto, Corigliano Calabro, Amendola, Bagheria, Marineo, Corleone, Soverato e Grottaglie, +37°C a Cosenza, Pantelleria, Enna, Agira, Piazza Armerina, Francavilla di Sicilia, Barcellona Pozzo di Gotto, Sambuca di Sicilia, Capo d’Orlando, Cefalù, Comiso, Jesi, Linguaglossa, Calatabiano e Gioia del Colle, +36°C a Benevento, Trapani, Catanzaro, Frosinone, Campobasso, Faenza, Patti, Alife, Pace del Mela, Santa Maria a Vico e Acerra, +35°C a Napoli, Messina, Caserta, Siena, Orvieto, Avezzano, Acireale, Battipaglia, Pomigliano d’Arco e Sorrento. Le temperature più alte della Sicilia sono di +46°C a Siracusa e Paternò: entrambi i dati sono ufficiali, di stazioni SIAS (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano), nello specifico si tratta di +46,4°C a Siracusa e +45,8°C a Paternò. Con +46,4°C, Siracusa eguaglia il record di temperatura massima più alta mai registrata in una città italiana che era sempre della stessa città jonica siciliana, e risaliva al 2 luglio 1998.

a situazione degli incendi è sempre più critica in tutto caldo-oggi-00-552x420il Centro/Sud. Aerei ed elicotteri delle Forze armate sono da giorni impegnati a fronteggiare l’emergenza. Il Ministero della Difesa, infatti, ogni anno, sulla base di un protocollo stipulato con la Protezione Civile, mette a disposizione mezzi aerei e basi come contributo alla campagne antincendio. Inoltre, nello stesso ambito, su richiesta del Dipartimento dei Vigili del fuoco, il ministero mette a disposizione anche un “pacchetto” di piloti abilitati sugli elicotteri antincendio. Il dispositivo della Difesa prevede l’impiego, su richiesta, di mezzi aerei delle Forze armate che sono schierati in varie zone del paese. Nel centro-sud questi velivoli fanno riferimento alle basi di Viterbo, Cagliari, Grottaglie e Catania. in particolare, per l’emergenza in Sicilia la Difesa ha messo a disposizione assetti aggiuntivi rispetto ai quattro elicotteri antincendio schierati nelle basi di Sigonella, Trapani e Catania gia’ operativi. Ieri, poi, in applicazione del protocollo con la protezione Civile, gli elicotteri delle Forze armate sono intervenuti anche in Abruzzo e Basilicata, nelle province di Pescara e Matera.

La situazione più critica resta quella del Vesuvio: per Napolicaldo sono partiti volontari e Vigili del Fuoco persino dal Friuli Venezia Giulia. Fiamme e fumo si ergono dai boschi tra i monti Lattari e il Faito sui rilievi che sovrastano l’area costiera che collega Vico Equense e la penisola sorrentina alla costiera amalfitana. da questa mattina il golfo di Napoli offre uno scenario irreale. Percorrendo l’autostrada A3 in direzione di Salerno (molti gli operai e i mezzi che si incrociano lungo il percorso intenti a monitorare che nulla accada sulle careggiate) sulla sinistra si continuano a vedere colonne di fumo che salgono intorno alle pendici del Vesuvio. Il fronte non è più così lungo come ieri (quando ha raggiunto i due chilometri) ma c’è ancora. Sulla destra, dal lato opposto del golfo, è facilmente visibile un’altra minacciosa colonna di fumo. Il problema, segnalano dalla seconda zona colpita, è che i soccorsi ora sono tutti concentrati sull’area del vulcano e che alcune strade di accesso sono interrotte perché interessate da frane. Da stamattina sono 3 i Canadair del Dipartimento nazionale in azione sul Vesuvio e 300 (tra volontari, personale della Sma Campania, della Protezione civile e dei Vigili del fuoco) gli uomini al lavoro complessivamente tra Ercolano e Ottaviano. La Sala operativa mobile è nell’area di Ercolano pronta a spostarsi sulla base delle necessità. Nelle altre zone della Campania sono operativi 5 elicotteri regionali. incendi sono stati segnalati nell’isola d’Ischia, a Positano e San Rufo (Salerno). Resta critica la situazione a Montoro (Avellino).