Calabria: rintracciato a Parigi il papà di Cisse, il bambino ivoriano sbarcato da solo due settimane fa

Rintracciato a Parigi il papà di Cisse, il bambino ivoriano sbarcato da solo, due settimane fa, al porto di Corigliano

Foto StrettoWeb / Simone Pizzi

Foto StrettoWeb / Simone Pizzi

“E’ stato rintracciato il papà del bambino della Costa D’Avorio di 5 anni, il piccolo Cisse, sbarcato da solo al porto di Corigliano il 15 luglio scorso. L’uomo ivoriano si trova in Francia, a Parigi. E’ stato già contattato da una mediatrice culturale, si è profondamente commosso, ha espresso tutta la sua gioia e il desiderio di poter subito raggiungere e riabbracciare il suo bambino, che si trova a Rossano, presso la famiglia di un bravo ispettore di polizia che lo ha preso in affido provvisorio. Sta dunque per avere un primo lieto fine l’incredibile storia che aveva commosso tutti”. E’ quanto afferma, in una nota diffusa dall’Ufficio stampa della Gunta, Franco Corbelli, delegato della Regione per la tutela e la promozione dei Diritti Umani e leader del Movimento Diritti Civili. “La mobilitazione e gli appelli sulla stampa, anche internazionale,  che avevo subito promosso, in collaborazione con il Garante dell’Infanzia della Calabria, Antonio Marziale, e il delegato della Regione per l’Immigrazione, Giovanni Manoccio, hanno infatti sortito il risultato sperato- afferma Corbelli-. Anche il Presidente della Regione, Mario Oliverio, segue personalmente dall’inizio questo caso umano. Si è arrivati al papà del bambino grazie ad uno zio del piccolo, che vive in Lombardia, che appreso sulla stampa (grazie ai nostri appelli) dell’arrivo del suo nipotino a Corigliano, ha chiamato l’Ong  che sta seguendo, insieme a noi, questo caso, fornendo le sue generalità e confermando la presenza del papà del bambino in Francia.”

“  E’ un vero miracolo- prosegue Corbelli- . Grazie a Dio ce l’abbiamo fatta a rintracciare il papà del piccolo Cisse. La Calabria scrive una nuova bella, significativa pagina di solidarietà e accoglienza, prosegue Corbelli. E’ con immensa gioia che ho appreso oggi che a seguito dei nostri appelli sulla stampa, dopo lo zio, che, dalla Lombardia dove vive, si era fatto vivo, nei giorni scorsi, con una telefonata all’Ong che, con la consueta professionalità e umanità, segue questo caso umano,  si è adesso arrivati a rintracciare e parlare anche  con il padre del piccolo Cisse. Una mediatrice dell’Ong lo ha contattato. L’uomo ha fornito tutte le sue generalità ed è pronto a dimostrare in modo inconfutabile di essere il papà del bambino, con tanto di foto che lo ritraggono insieme al suo piccolo Cisse. Non appena avremo l’ok dalle autorità preposte siamo pronti a farlo arrivare in Calabria dal suo bambino, che sta bene, è amorevolmente assistito e si è già perfettamente integrato in questa splendida famiglia che ha anche altri tre bambini adottati.” “  Resta ora da rintracciare la mamma del piccolo, ancora prigioniera in Libia in un campo lager- riferisce Corbelli-, dove è trattenuta perché non ha i soldi per pagare il viaggio  agli scafisti criminali. La donna per questo con un gesto coraggioso e di nascosto aveva affidato, ad alcuni suoi connazionali ivoriani, e fatto mettere il suo bambino su un barcone con la speranza che una volta giunto in Italia potesse poi ritrovare e riabbracciare il suo papà”. “Salvatemi il mio bambino, fatelo arrivare in Italia, portatelo dal suo papà in Francia”, aveva detto la mamma piangendo e abbracciando forte, prima di salutarlo, il suo figlioletto. “Un distacco doloroso- continua il delegato della Regione-  ma con la speranza di poterlo un giorno riabbracciare in un Paese libero. Oggi questo sogno sta per realizzarsi, per adesso per il papà. In attesa che anche la mamma possa presto raggiungerli in Italia.  Questo felice e miracoloso epilogo, con l’individuazione, dopo i nostri appelli, prima di uno zio, in Italia, e poi del papà,  a Parigi, dimostra quanto sia stata importante, efficace e determinante la mobilitazione istituzionale e mediatica che abbiamo promosso sulla stampa per cercare di rintracciare il genitore del piccolo ivoriano, che avevamo appreso doveva trovarsi in Francia. A questo proposito avevo una settimana fa rivolto un appello anche dalla Radio della Chiesa, da Radio InBlu dell’Agenzia radiofonica della Conferenza episcopale italiana, che mi aveva intervistato per questo caso. Anche la stampa francese ci aveva contattato. Ad una giornalista avevo fornito tutte le informazioni necessarie. Nei giorni scorsi, dopo l’arresto dei tre scafisti dello sbarco del 15 luglio (quello con oltre 900 migranti e il bambino ivoriano)  avevo-  conclude Corbelli-  rivolto un appello anche al Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla. Oggi ho avuto, dall’Ong, la nuova bella notizia dell’individuazione, dopo lo zio, del papà di questo bambino ivoriano”.