Calabria: “noi cacciatori non abbiamo la possibilità di confrontarci con chi ci rappresenta”

Dure parole di alcuni cacciatori della Regione Calabria contro l’Atc

cinghialeLa storia dell’uomo ha scritto pagine importanti sul rapporto che da sempre esiste tra popolo e istituzioni. Abbiamo ricordi di conflitti e/o di collaborazione ma un dato è certo: un dialogo è sempre esistito. Ma noi oggi siamo testimoni di un caso unico che sta succedendo in Calabria, dove noi cacciatori (popolo) non abbiamo la possibilità di dialogare e confrontarci con chi ci rappresenta, l’ATC e la Regione Calabria. Negli anni la categoria dei cacciatori si è arricchita di molti giovani ed in tanti, grazie ai sacrifici delle proprie famiglie, hanno conseguito diplomi scolastici e lauree e di conseguenza hanno portato queste conoscenze ed un nuovo modo di operare all’interno del mondo venatorio, a differenza dei cacciatori vecchio stampo che rimangono punti di riferimento e faro guida nell’attività venatoria ma che poco sono propensi a occuparsi di regolamenti ecc. Ad oggi i veterani hanno capito che è necessario “muoversi” magari affiancando quelle persone che hanno invece più domestichezza con uffici, normative e burocrazia. Da qui finalmente un anno fa noi cacciatori di cinghiale abbiamo deciso di farci sentire creando un Comitato interno ai capisquadra che sia motore di organizzazione e informazione. Questo anche perché lo stesso ATC più volte ci ha stimolato a diventare parte attiva non solo in inverno ma tutto l’anno”, scrivono in una nota alcuni cacciatori.

Quali obiettivi abbiamo noi cacciatori? La risposta è una e una soltanto: rendere migliore l’attività venatoria e poter coltivare la propria passione. Non abbiamo chiesto l’abbassamento delle tasse, non abbiamo chiesto giornate di caccia aggiuntive, non abbiamo chiesto aumento di carniere ma abbiamo solamente avanzato, in maniera chiara, trasparente e decisa, proposte migliorative ad un disciplinare approssimativo e farraginoso in alcuni punti. Tutto ciò nasce dalla nostra voglia di collaborare maturando idee serie e concrete, non chiacchiere ma proposte; l’assurdità adesso è che le istituzioni di competenza ci denigra, ci descrivono come “cosa non riconosciuta”, “non rappresentano nessuno”. Ma noi professionisti, pensionati, agricoltori, disoccupati per caso non esistiamo?  Esistiamo eccome, siamo la base di un sistema che essi rappresentano e dovrebbero tutelare. La Regione Calabria alla quale l’ATC fa riferimento, in questi mesi è stata da noi più volte chiamata in causa e, per un periodo è stata pure presente e ci ha ascoltato garantendo impegno verso le nostre aspettative, anche se poi qualcosa si è interrotto e non abbiamo avuto più possibilità di dialogo. A noi si richiede l’anticipo del pagamento di tasse per esercitare l’attività venatoria quando ancora né il calendario venatorio né la documentazione necessaria per iscrivere le squadre di cinghialai risultano essere approvati e resi disponibili, a meno di 20 giorni dalla scadenza. 

Ci aspettiamo risposte alle nostre domande, domande tra l’altro fatte da chi ha analizzato il regolamento rispetto all’esperienza avuto sul campo. E proprio la nostra esperienza ci ha guidato nello spirito costruttivo visibile nelle nostre idee, nate per rendere sempre migliore la nostra passione, che poi è l’attività più antica del mondo. Premesso tutto ciò, e volendo evitare attriti improduttivi per l’attività alla quale siamo appassionati e rischiosi per un normale avvio dell’imminente stagione venatoria, chiediamo quindi, da semplici cacciatori e capisquadra, all’ATC RC1 in primis, alle associazioni venatorie di farsi promotori di un incontro tra capisquadra, da svolgersi nel breve periodo, per poter dialogare e confrontarsi sulle possibili proposte di modifiche del Disciplinare, delineando la strada e le azioni per poter giungere a tale risultato. L’incontro deve essere pensato e realizzato nell’ottica costruttiva del dialogo, della collaborazione e nella comunione di intenti e da appassionati e conoscitori di questa forma di caccia non possiamo che fare SQUADRA per migliorare l’attuale situazione. Certi di un riscontro positivo ci rendiamo disponibili per ottimizzare l’organizzazione dell’incontro” concludono.