Calabria, allarme per l’agricoltura: bergamotto a rischio

Il deserto risale lo stivale. La Calabria fra le Regioni a rischio

bergamottoNella seduta pubblica dell’Accademia Gioenia del 30 giugno, Orto Botanico Università degli Studi di Catania, è stato presentato lo studio sulla Vulnerabilità Ambientale della Costa Jonica reggina. Il lavoro scientifico (B. Barbera, A. Duro, V. Piccione, M.A. Ragusa, V. Rapicavoli e V. Veneziano), è stato sviluppato in simbiosi da  team scientifici costituiti fra i Dipartimenti di Matematica e Informatica e Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania e rientra nel più ampio programma CL.A.S.S., Clima Ambiente Salute Sviluppo Sostenibile, coordinato dall’Arch. Bruno Barbera, che vede impegnate numerose Università italiane e straniere e scienziati provenienti da prestigiosi centri di ricerca europei. Il Programma, che ha riscosso grande interesse sui media calabresi e che si prefigge di dotare la Regione Calabria di modelli innovativi e di strumenti tecnologici avanzati per il contrasto ai cambiamenti del Clima locale e per lo sviluppo, è costituito da due Progetti Integrati

a) P.M.Q.CL. Calabria – Piano di Monitoraggio Qualità del Clima – Contrasto ai rischi da Cambiamenti ambientali – Tutela e Protezione degli Ecosistemi, dell’Uomo e dei suoi Beni;

b) LA.B.I.CO.T - Laboratorio Bioclimatico – valorizzazione Peculiarità Bio-Climato-Ambientali dei Territori – individuazione di Bioclimi Controllati atti al Turismo della Salute e per Anziani.

In questa Fase il P.M.Q.CL., già in avanzata fase di esecuzione, ha dato priorità ad uno dei problemi più drammaticamente impattanti ed attuali degli ultimi anni, la Desertificazione. Il Fenomeno, che non dipende solo dall’evoluzione del clima verso l’aridità e che individua l’antropizzazione indiscriminata come concausa determinante, riguarda pesantemente le Regioni del Sud Italia fra cui Calabria (interessato oltre il 51,50% del suo territorio – ag. 2000 ARPACal) e recenti studi dimostrano che il fenomeno è in costante crescita (3,5% annuo). Considerato che, superato il livello di Rischio Critico, il fenomeno diventa irreversibile e che lo Jonio Calabrese risulta essere la zona più colpita, il P.M.Q.CL. affronta tale emergenza con l’Azione 6.7, Qualità del Suolo. Il Lavoro pubblicato, Sub Azione 6.7.1 “Lotta alla Desertificazione – Primo Step Jonica Reggina – Stato, Previsioni, Analisi” riguarda, infatti, la strategica area, quasi unica al mondo, in cui vegeta e fruttifica al meglio il Bergamotto, l’oro verde della Calabria e che rientra in gran parte fra le aree a Rischio. Nello specifico, sono stati analizzati i territori dei Comuni di Africo, Agnana Calabra, Antonimina, Ardore, Benestare, Bianco, Bivongi, Bova Marina, Bovalino, Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Camini, Canolo, Caraffa del Bianco, Careri, Casignana, Caulonia, Ciminà, Condofuri, Ferruzzano, Gerace, Gioiosa Ionica, Grotteria, Locri, Mammola, Marina di Gioiosa Ionica, Martone, Melito di Porto Salvo, Monasterace, Palizzi, Pazzano, Placanica, Platì, Po Portigliola, Riace, Roccella Ionica, Samo, San Giovanni di Gerace, San Lorenzo, San Luca, Sant’Agata del Bianco, Sant’Ilario dello Jonio, Siderno, Staiti, Stignano, Stilo.

Con la presentazione dei primi risultati caratterizzando il rischio desertificazione a scala comunale secondo i criteri stabiliti dal Protocollo UE MEDALUS – MEditerranean Desertification And Land USe., i team dell’Ateneo catanese, di fatto, hanno dato avvio al Programma CL.A.S.S. Uno studio che rappresenta un importante avanzamento delle conoscenze sul tema della perdita di fertilità dei suoli, tema già affrontato dall’ARPACal a scala regionale, con il progetto internazionale DesertNet, conclusosi con la pubblicazione della Carta del Rischio Desertificazione in Calabria (B. Barbera, R. Niccoli, V. Piccione) assunta, nel 2004, quale Carta ufficiale della Regione Calabria. Si tratta un vero e proprio “cartellino giallo”, utile ai decisori politici calabresi ed in particolare ai sindaci della Grecanica e della Locride, in quanto, in assenza di immediate azioni di “manutenzione del territorio“, i trend dei cambiamenti climatici in atto sul versante ionico reggino, prevedono un costante incremento dei territori a rischio, con danni difficilmente calcolabili per il già deficitario PIL Calabrese. Ma si può trattare anche di opportunità positive, in quanto le azioni mitigative oltre alla razionalizzazione delle risorse, possono prevedere anche metodiche (Agricoltura DEM, utilizzo Arido Colture, ecc.) che oltre mitigare il rischio rappresentano opportunità di incremento del PIL, creazione di imprese innovative ed occupazione giovanile.