Vibonese, insulti e minacce all’arbitro: respinto il ricorso, pesante ammenda ai rossoblù

Oltre l’inibizione fino al 31 agosto il segretario generale Saverio Mancini ricorso respinto e multa alla Vibonese del Presidente Caffo

arbitroE’ stato discusso oggi presso la seconda sezione della Corte Sportiva d’Appello, il ricorso della Vibonese calcio riguardo il movimentato post gara play out di Vibonese – Catanzaro (1-1), del 27 maggio scorso. Il ricorso del Presidente Caffo, successivo al provvedimento adottato dal giudice sportivo, (in seguito al rapporto presentato dall’ arbitro del match Francesco Guccini di Albano Laziale) è stato respinto. Al danno della retrocessione per i rossoblù adesso si aggiunge quindi la beffa di una maxi multa da 7.500 euro e conferma  in toto delle sanzioni disciplinare.

“Perché al termine della gara quattro persone non identificate, ma riconducibili alla società, presenti sul terreno di gioco, avvicinavano minacciosamente l’arbitro con il chiaro intento di venire a contatto fisico, prontamente fermate dalle forze dell’ordine; a questo punto i medesimi rivolgevano all’arbitro reiterate frasi offensive e gravi minacce; rientrando negli spogliatoi l’arbitro veniva raggiunto da numerosi getti d’acqua lanciati dai sostenitori della società Vibonese; rientrato negli spogliatoi l’arbitro veniva raggiunto da ulteriori insulti e minacce da persone non identificate, ma riconducibili alla società che colpivano più volte con calci e pugni la porta dello spogliatoio; tale comportamento veniva reiterato dai medesimi soggetti mentre l’arbitro abbandonava gli spogliatoi e raggiungeva l’autovettura e, una volta salito, la stessa autovettura veniva raggiunta da calci e pugni, il tutto avveniva in presenza di dirigenti della Vibonese che omettevano qualsiasi intervento; perché propri sostenitori, al termine della gara, lanciavano sul terreno di gioco diverse bottiglie di plastica semipiene d’acqua, una delle quali colpiva al braccio destro un collaboratore della procura federale, senza conseguenze”.