Tirocini presso gli enti pubblici in Calabria: “cronaca di una morte annunciata”

mobilitazione dei lavoratori“Potrebbe sembrare una nuova edizione del celebre romanzo di Gabriel García Márquez, trattasi invece degli ultimi percorsi di politiche attive, nelle modalità di tirocini, rivolti agli enti pubblici ed alle imprese a favore di soggetti precedentemente inseriti nel bacino dei percettori di mobilità in deroga, “partoriti” dal Dipartimento Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione, Politiche Sociali della Regione Calabria. Con decreto n. 1336 del 09/02/2017 infatti, la Regione pubblicava tale manifestazione di interesse rivolta ad enti pubblici ed imprese private mettendo una disposizione finanziaria complessiva, per entrambi gli avvisi pari a 29.000.000,00 euro. Gli enti e le imprese erano tenuti a presentare dei progetti validi e a rispettare anche una tempistica che andava dal 28 febbraio come inizio, fino al termine ultimo del 15 marzo per potersi assicurare così un numero di “tirocinanti”(nel caso di proposte progettuali presentate da Enti Pubblici), proporzionato al numero di abitanti dell’Amministrazione presso cui si sarebbe svolto tale percorso. Fatta tale premessa, leggendo alcuni articoli della manifestazione, vengono fuori alcuni aspetti contraddittori e penalizzanti soprattutto per coloro che hanno svolto nel corso degli ultimi anni dei percorsi simili presso enti pubblici dietro un “rimborso” irrisorio pari a circa 300,00/400,00 euro mensili per la durata di 6 mesi ciascuno prestando la loro attività, acquisendo conoscenze e soprattutto andando a sopperire e non affiancare semplicemente le già gravi carenze organiche all’ interno degli enti stessi. Il secondo comma dell’ articolo 1 dell’avviso, infatti, recita testualmente: Obiettivo del presente Avviso è quello di favorire l’ occupabilità di soggetti, precedentemente inseriti nel bacino dei percettori di mobilità i deroga, del mercato del lavoro contrastandone la disoccupazione di lunga durata attraverso l’ attuazione di iniziative finalizzate all’utilizzo temporaneo e straordinario in percorsi di politiche attive, assicurando nel contempo un sostegno al reddito per i lavoratori ex percettori di mobilità in deroga, riducendo, al contempo, i tempi di inattività durante la permanenza nello stato di disoccupazione. L’ art. 11 (selezione dei destinatari), invece, evidenzia i criteri di scelta dei candidati a cui gli enti si devono attenere; nello specifico il secondo criterio obbliga a tener conto della minor permanenza nel bacino regionale delle deroghe. A questo punto la domanda sorge spontanea:”come si fa a contrastare la disoccupazione e a venir incontro a tutte quelle persone inserite già da tempo nel bacino della mobilità.. se poi le agevolazioni per l inserimento in questi nuovi tirocini riguardano solo coloro che sono entrati in mobilità nel 2013- 2014? Se si considera anche il fatto che questi nuovi percorsi prevedono un rimborso (si fa per dire) di 800,00euro mensili per la durata complessiva di sei mesi, allora la rabbia ed il disgusto da parte di coloro che non usufruiscono più da tempo di alcun sussidio, nè sotto forma di mobilità nè di rimborso attraverso i tirocini, verso queste scelte scellerate oltre che discriminatorie perpetrate ormai da tempo dalla Regione Calabria e nello specifico dall’ Assessore Roccisano toccano l’ apice, innescando solamente un’ulteriore guerra tra poveri. E’ noto a tutti , infatti, che la Regione Calabria, in seguito alle proteste dei soggetti entrati in mobilità negli anni 2013-2014, non avendo potuto pagare le mensilità spettanti, o avendolo fatto solo in parte, per sopperire a questa mancanza e placare gli animi ha pensato bene di agevolare l’ ingresso di questi ultimi nei nuovi tirocini, gettando così su tutti coloro che sono in uno status di mobilità regionale di lunga data.. la spada di Damocle. Se a questo poi si aggiunge anche il fatto che il Comune di Reggio Calabria e la Città Metropolitana, avendo presentato solo il 14 marzo progetti per un totale di 100 aspiranti tirocinanti, sono stati ammessi con riserva e quindi ad oggi non ancora finanziati, allora oltre al danno la beffa è servita..dato che così facendo è stata preclusa la possibilità a ben 100 famiglie che versano in uno stato disagiato di usufruire di un sussidio dignitoso. Non sarebbe stato più opportuno e saggio da parte di quest’amministrazione regionale, avendo la possibilità si usufruire di persone che attraverso questi tirocini nel corso degli anni hanno sopperito alla carenza di organico ed hanno acquisito delle competenze, creare dei percorsi diversi per questi ultimi attraverso il precariato o avviare dei concorsi pubblici e formare coloro che sono entrati nel bacino della mobilità successivamente? Quando finirà la Regione Calabria e il suo Assessore al lavoro e politiche sociali, di trattare come dei burattini queste persone che alla fine non chiedono assistenzialismo ma semplicemente ed unicamente: dignità e lavoro”. E’ quanto scrivono in una nota l’ex percettori di mobilità in deroga di lunga data