Reggio Calabria, Marra: “necessario mettere alla luce episodi positivi sulla sanità”

Per Pietro Marra, presidente del M.A.P., è necessario mettere in luce anche tanti episodi positivi relativi alla sanità calabrese

Emat-dialisi-1Il presidente del M.A.P., Pietro Marra, è necessario mettere in luce tanti episodi positivi relativi alla sanità calabrese. “E’ doveroso da parte mia, visto che spesso attacco il “sistema sanitario reggino”, mettere alla luce episodi che suscitano in me un’apprezzamento di Medici e infermieri che non solo si mettono a disposizione con i pazienti, ma fanno di più e questo porta poi ad una valutazione eccellente degli ospedali pubblici. Questa mattina, recatomi con un parente presso l’ospedale Morelli nel Reparto Immunotrafusionale (SIMT), ho visto veramente quello che dovrebbe avvenire in tutti i reparti ospedalieri, cioè accoglienza,  gentilezza, umanità e senso del dovere in particolar modo da parte della Dr.ssa Stilo, degli infermieri e dei volontari dell’Avis e dell’Adspem  che collaborano all’interno. Il SIMT, si prefigge, attraverso la raccolta, la validazione e la conservazione del sangue e dei relativi emocomponenti (globuli rossi, plasma, piastrine), di assegnarli ai pazienti, rispettando tutte le procedure che consentano la massima sicurezza e qualità trasfusionale. E’ il punto principale di riferimento ospedaliero e territoriale per tutte le attività di medicina trasfusionale. Questo centro serve una popolazione di oltre 250.000 abitanti e serve, oltre al Grande Ospedale Metropolitano BMM, uno dei tre Hub Calabresi con diverse U.O.C. ad alto indice trasfusionale tra cui l’Ematologia, la Microcitemia,tutte le Chirurgie e recentemente la Cardiochirurgia. Il SIMT fornisce emocomponenti, in regime di convenzione, a diverse Cliniche reggine. Ahimè, dopo queste considerazioni positive, mi tocca fare delle critiche negative verso il Centro Dialisi dell’Ospedale Riuniti dove da anni non si riesce a portarlo a pieno regime visto che molti pazienti anche ottantenni sono costretti a turni a recarsi presso una struttura privata di Messina a fare dialisi mentre  nessuno vuole risolvere una situazione così sgradevole che va avanti da anni. Lettini rotti, carenza di personale e poche  postazioni provocano lo spostamento dei pazienti in strutture private quindi sperpero di denaro pubblico e notevoli disagi per i pazienti che invece di fare dialisi in circa quattro ore e ritornare a casa, perdono otto, nove ore con  trasferimenti vari e con tutti i disagi immaginabili” conclude.