Reggio Calabria: l’ing. Plinio Corrado presenta il suo libro “In viaggio con Rubens”

Da Canolo (Rc) fin in capo al mondo per realizzare le più grandi e affascinanti costruzioni che l’ingegno dell’uomo abbia potuto realizzare

libriL’ing. Plinio Corrado è pronto a presentare il suo libro “In viaggio con Rubens” sul mitico nonno paterno, l’ing. Rubens Corrado di Canolo, classe 1879.  L’evento si svolgerà sabato 10 giugno c.a. alle ore 18,00 nella Sala Adunanze di Palazzo “Amaduri”, organizzato dal Club per l’UNESCO, con il Patrocinio del Comune di Gioiosa Jonica e la Casa Editrice “Rubettino”. Una vita caratterizzata da una serie incessante di migrazioni, quella di Rubens Corrado. Grande viaggiatore e uomo di mondo, sempre – come usava dire – sotto la stella di chi non si ferma ad aspettare: da una Calabria a dorso di mulo a una Torino sabauda impegnato negli studi di ingegneria, a una Venezia in piena belle époque, a un’Africa da faccetta nera, per chiudere infine i giorni rimasti in Argentina, speranza e rifugio per residuati bellici di tutte le bandiere. Dell’opera di Rubens come progettista e costruttore rimangono, soprattutto al Lido di Venezia, numerosi esempi di edilizia residenziale, considerati ormai espressione del patrimonio liberty del primo Novecento. Villa Bianca e Villa Elisa, sistemate sul fronte laguna non lontano dall’imbarcadero, con il loro smagliante rosso veneziano sono due prime donne nel carnet d’epoca del Lido. Si chiede più volte l’autore, in passaggi vari del libro, come abbia potuto, questo ventitreenne appena laureato, realizzare in una decina d’anni il meglio delle sue opere, da professionista e da imprenditore. Basta pensare a cos’era il Lido all’inizio del secolo: una striscia di sabbia totalmente dipendente dalla terraferma per forniture d’acqua, di ghiaia, di attrezzature. Certo, va riconosciuta una volontà di ferro, ma ciò non basta senza mettere in conto la matrice culturale di una grande famiglia dove forte è la presenza delle donne (otto sorelle, ricordatissime) e di cinque maschi affermati in differenti discipline (monsignore compreso). Il tutto senza rinunciare a comportamenti e modi di origine – cosa che non finirà di stupire parenti e amici del lontano Nord – con la porta sempre aperta all’ospite, nel segno di tradizioni e saperi antichi.

Non mancano certo le note dolenti nella vita del nostro Rubens: per prima – terribile – la morte dell’amatissima moglie non ancora trentenne, poi la grande guerra cui partecipa meritando anche una medaglia di bronzo, infine la crisi del ventinove, che in una Venezia tutta esposizioni e servizi si fa particolarmente sentire. Ecco quindi il salto nel buio, l’oltremare, l’ignoto. Nel gennaio del ’37 Rubens sbarcherà da un Savoia Marchetti sulla pista di sabbia di Macaca (Eritrea) assieme al figlio Corradino, dopo aver liquidato tutte le proprietà in patria. Cravatta al vento e importanti commesse di lavoro fino a quel 10 giugno del ’40, quando la guerra si porterà via tutto, sogni e investimenti della nuova avventura. E sarà dura, soprattutto per Corradino, riprendere da zero dopo un anno di guerra e cinque anni di campo di concentramento. Per fortuna veniva da una buona scuola Corradino. Anche lui Ingegnere, veneziano, faceva parte a quella schiera di uomini della Serenissima per i quali l’ingegneria delle acque e delle terre è materia prima di sfida, ma soprattutto gestione del bene comune, che poi vuol dire dialogo e buon vivere tra la gente. Fu con questo spirito che, nell’Italia che muoveva i primi passi nel dopoguerra si lanciò all’avventura nel mondo difficile dei progetti internazionali fino a diventarne un protagonista, contribuendo alla realizzazione di opere d’infrastruttura idraulica, classificate ormai nel libro dei primati. Per poi essere chiamato a New York dalle Nazioni Unite a coprire l’incarico di Special Representative of the UNDP Administrator per i conflitti d’acqua sui grandi fiumi dei paesi emergenti: l’Africa in prima fila, con il Nilo, Zambesi, Congo, Niger, ma anche il maestoso Mekong, nella sua corsa giù dalla Cina a lambire cinque piccoli paesi del sud-est asiatico.

 Infine il nipote, anche lui Ingegnere, anche lui veneziano. Per tre anni ha avuto il privilegio di fare da assistente al Gran Maestro dei fiumi. La pista era segnata: da sempre ha ceduto al fascino di altre culture grazie ad incarichi nel quadro della Cooperazione internazionale che lo hanno portato a viaggiare ai confini del mondo, da Samarcanda a Tor Pignattara, all’Isola di Pasqua. Ed è su uno straordinario fondale Nord-Sud che si è messo un giorno a scavare dentro l’avventurosa vita del mitico nonno paterno. Vale la pena di scorrere le pagine di questo libro. E’ la storia di una bella avventura, dove forte è l’identità di origine dei protagonisti, legati da un comune sentire per l’equilibrio dell’uomo e del suo ambiente. Ed è con soddisfazione che registriamo, una volta di più, l’impegno del Club dell’UNESCO a ospitare un evento di questo livello, in linea con una tradizione culturale ormai affermata a Gioiosa Jonica. Durante la giornata di sabato 10 giugno sono previste alcune iniziative per rendere omaggio all’illustre cittadino figlio di questa terra di Calabria originario (per parte del nonno paterno) di Canolo. Infatti, alle ore 10,00 nella Sala Consigliare del Comune di Siderno è previsto un incontro con il Sindaco Senatore Pietro Fuda e la Giunta Comunale, e invece, dalle ore 18,00 a Palazzo “Amaduri” vi sarà la presentazione del libro “In viaggio con Rubens” con la collaborazione della Casa Editrice Rubbettino e il Patrocinio dell’Amministrazione comunale Assessorato alla Cultura, per dare lo spunto al pubblico di approfondire momenti di riflessione ai contenuti del libro, grazie anche, alla diponibilità di Filippo Todaro giornalista e scrittore nella veste di saggio moderatore. Al termine il Club per l’UNESCO, conferirà all’Ing. Plinio Corrado un’importante riconoscimento.