Reggio Calabria, il messaggio del tecnico Creonini ai giovani del minibasket

Il tecnico Cremonini a Reggio Calabria ha dato dei consigli importanti ai giovani del minimasket, consigliando loro di pensare più ai processi di crescita che ai risultati

maurizio cremoniniTanto, tantissimo minibasket a Reggio Calabria
I tecnici federali Cremonini, Regis e Greco hanno fatto visita alla città dei Bronzi.
La Fip Calabria su indicazione del componente dello Staff Nazionale Minibasket e Scuola, Tonino De Giorgio e della Responsabile Minibasket regionale Claudia Soppelsa ha organizzato un nuovo Clinic dedicato al mondo del Minibasket.
Il percorso è stato coinvolgente e proficuo per gli istruttori presenti
Tanto coinvolgimento per i mini-team selezionato per dimostrare gli esercizi, il gruppo di mini-atleti della Scuola di Basket Viola.

Possiamo dare un giudizio al livello di attenzione?

“Attenzione positiva e motivata da parte degli Istruttori presenti unita ad un livello di attenzione- ha dichiarato il tecnico federale Maurizio Cremonini- che a volte ed a volte è più di chiusura per difficoltà nel comprendere il nostro metodo, un attenzione di chiusura e distanza,per capirci qualcosa in più.
Noi non vogliamo raccontare verità:Il nostro modello è studiare qualcosa in più ed offrirlo condividendolo. L’importante è non chiudersi ma prendere spunto da qualsiasi cosa e mettersi in discussione, confrontarsi e condividere perché dalle cose che ascolto posso esprimere un’idea, un progetto, un concetto ed un gioco e condividerlo.
Una buona risposta?

La risposta c’è stata e deve cadere sul senso di responsabilità di ogni Istruttore. Reggio Calabria ha risposto.
Mi fa piacere che siamo riusciti a comunicare anche ai genitori presenti che portano i loro figli ed hanno voglia di condividere con noi il modello che proponiamo ai loro figli.

I genitori educano a casa, noi in campo ed il progetto deve essere condiviso.
I bambini sono cambiati sono molto più tecnologici e digitali molto più presenti dal punto di vista dell’attenzione: il minibasket deve sapere stare al tempo nella comunicazione e dedicarsi ad un’esigenza di movimento che è un emergenza: dobbiamo allenare i bambini perché l’attività scolastica è debole e dobbiamo fare tanto”.

Cosa si può fare per combattere la dispersione dal minibasket al Basket?

La continuità che vorremmo è la pazienza. Alla fine del minibasket i bambini hanno tredici anni, l’attività giovanile termina a 20. Io penso che se cerchiamo di essere meno prigionieri delle partite e dei risultati e delle classifiche ed un po più padroni dei processi formativi ed educativi sono sicuro che perderemo meno tesserati.