Reggio Calabria, il drammatico reportage dall’OASI: era la perla della città, dopo l’interdittiva è diventata il simbolo del degrado [GALLERY]

Reggio Calabria, viaggio all’Oasi di Pentimele: chiusa dal Comune ad aprile 2016, è il simbolo del degrado della città

oasi di pentimele (40)L’Oasi di Pentimele è stata per decenni una vera e propria “perla” di Reggio Calabria: luogo privilegiato per le attività marittime durante la lunga stagione estiva, che in riva allo Stretto ogni anno inizia a Maggio e si conclude ad Ottobre, è nell’immaginario comune di intere generazioni l’emblema del relax e del divertimento, all’insegna della qualità e della pulizia.

Ma un anno fa, ad Aprile 2016, il Comune decideva di chiudere l’OASI intraprendendo una lunga battaglia legale che prosegue ancora oggi, con il rischio sempre più concreto di perdere la seconda stagione consecutiva.

Su facebook, Salvatore Marrari ha pubblicato un reportage drammatico: “circa tremila persone, clienti abituali da più di quarantanni, anche con altre gestioni, sono state costrette, con molto rammarico, a prendere d’assalto altri lidi della città e fuori città, ma non tutti, per motivi di capienza, sono stati accontentati pur pagando profumatamente . Ma siamo sicuri degli altri, sono in regola con le norme ? Chi ci dice che tutto va bene ? FATTO STA’ CHE TANTISSIMA CITTADINANZA HA SUBITO UN DANNO, LA STESSA CITTA’ HA SUBITO IL MEDESIMO DANNO…ALLORA COSA DOBBIAMO ASPETTARCI DOPO LA CHIUSURA DI QUESTO ANTICO “MONTESANIANO” FIORE ALL’OCCHIELLO ? 

“Addio, mare sorgente dall’acqua, ed elevato al cielo; flutti inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; movimento dell’onde, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; casupole sparse e biancheggianti sulla battigia e sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza passata; egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell’ampiezza uniforme; l’aria gli par gravosa e morta; s’inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, all’Oasi di Pentimele di Reggio Calabria, alla casuccia bianca n° 55/A , 91 , 96 , 64, 92 che per sempre rimarranno davanti ai suoi occhi per lungo tempo, e che spera, un giorno, si possa rinnovare il sogno che oggi muore. Ma tornando speranzoso dai suoi monti aspromontani, vede nuovamente “il tremolar della marina”, questa marina, in cui “le onde greche si mescolano a quelle latine”.

Senza voler entrare nel merito di eventuali faccende giudiziarie, mi faccio portavoce di chi, come me e i miei familiari, attende speranzoso che qualcosa accada e, vi assicuro, siamo in tanti, tantissimi, questa volta più di quattromila cittadini di questa città che han dovuto emigrare presso altri “porti”, subendo strozzinaggi di ogni genere. Cosa rimane in questa città, siamo stati defraudati di tutto…capoluogo, poste, ferrovie, aeroporto, beni culturali, agenzia dei beni confiscati. Persino la denominazione del nostro museo è stata cambiata da Museo della Magna Grecia a Museo Nazionale togliendoci, simbolicamente, la nostra storia. Reggio Calabria è una città sul mare, ma gli abitanti non possono usufruirne perché si son venute a creare delle vere e concrete barriere. Abbiamo si il Lido Comunale Genoese Zerbi ex gloria di una Reggio bella e gentile, ma è ridotto a una fogna a cielo aperto con un puzzo da far tappare le narici, oltre al fatto che ha fatiscenti e pericolanti strutture. Oggi, e son passati già due anni, non abbiamo alcuna notizia sul fronte Oasi di Pentimele e noi cittadini abbiamo il diritto morale di sapere cosa bolle in pentola. Non crediamo che ci siano impedimenti esterni alle nostre locali amministrazioni; e allora Prefettura, Città Metropolitana, Comune, TAR, si facciano carico di dare delucidazioni a una bella fetta di cittadini perché una struttura bella e attrezzata come l’Oasi non debba essere più fruibile, considerando che quei quattromila richiedenti hanno cresciuto in quei locali i propri figli. “Autorità”, siate cortesi ! Dateci al più presto, nei termini consentiti dalla legge, la nostra cara OASI…sopratutto notiziateci…grazie.
IL sottoscritto allega un servizio fotografico da lui effettuato domenica 11 giugno 2017. Salvatore Marrari“.

Le immagini parlano da sole: