Reggio Calabria: il 10 giugno il convegno nazionale di magistratura democratica

Reggio Calabria: il 10 giugno il convegno nazionale di magistratura democratica

tribunale faldoniLa criminalità organizzata, come tutti i fenomeni umani, si evolve, muta, si adatta, reagisce alle azioni, in termini repressivi e preventivi, poste in essere, ormai da un trentennio, dalle istituzioni dello Stato e dai suoi apparati. In parallelo, una volta che la consapevolezza della estensione e della gravità del fenomeno mafioso è divenuta patrimonio comune dell’intero Paese, la letteratura e le scienze sociali promuovono analisi aggiornate sulle forme di manifestazione dei clan sul piano economico-finanziario e politico-istituzionale e si interrogano sulla loro capacità di incidere sul tessuto connettivo del sistema democratico. Come stanno mutando, nella giurisprudenza, gli equilibri tra garantismo liberale e funzionalità repressiva del diritto penale? Fino a che punto ed in che modo l’attività interpretativa è condizionata dalla pervasività del dominio di ‘ndrine e cosche? Come si atteggia, all’interno di un processo segnato da tempi sovente dilatati, il rapporto tra la risposta cautelare e l’accertamento definitivo? Quali sono le conseguenze, anche in punto di coerenza complessiva del sistema, di una legislazione sempre più costruita intorno al cd. doppio binario? Quali i problemi applicativi più acuti sul piano penal-sostanziale, processuale, penitenziario? Quali le soluzioni più appropriate in chiave di organizzazione degli uffici giudiziari? In che misura il dibattito politico-parlamentare e gli indirizzi applicativi si sottraggono agli influssi di opportunismi e demagogie? Esiste, tra magistratura, avvocatura, mondo accademico e politica, una condivisione culturale e una consapevolezza della posta realmente in gioco? Per discutere di questi interrogativi, Magistratura democratica promuove a Reggio Calabria una giornata di riflessione, mettendo a confronto profili professionali e sensibilità differenti.

IL PROGRAMMA DEI LAVORI

La giornata si aprirà (h. 09.15) con i saluti del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, del giudice Filippo Aragona (segretario della sezione reggina di Md), di Carlo Morace (Vicepresidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio Calabria) e di Giuseppe Soluri (presidente Ordine dei giornalisti della Calabria).

Ad introdurre i lavori sarà Mariarosaria Guglielmi, segretario generale di Magistratura democratica.

A coordinare gli interventi Roberto Lucisano, presidente Corte di assise di appello di Reggio Calabria.

I relatori saranno il professor Massimo Donini (ordinario di diritto penale, Università di Modena e Reggio Emilia); Piero Gaeta (sostituto procuratore generale della Repubblica presso la Corte di cassazione); l’avvocato Valerio Spigarelli (Foro di Roma) e Marcello Bortolato (presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze).

Seguirà un dibattito e gli interventi programmati di Stefano Musolino (sostituto procuratore della Repubblica, Tribunale di Reggio Calabria) e Alfredo Sicuro (presidente di sezione della Corte di appello di Messina)

I lavori riprenderanno alle ore 14.30 con una intervista di Domenico Santoro (giudice del Tribunale di Reggio Calabria) a Roberto Di Bella (presidente del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria). Il dialogo si concentrerà su “Il giudice minorile di fronte alle famiglie di ‘ndrangheta”.

Seguirà una tavola rotonda coordinata da Piergiorgio Morosini (componente del Consiglio superiore della magistratura). Al centro della discussione “Le nuove sfide dello Stato di diritto ai poteri criminali”.

Parteciperanno il senatore Nico D’Ascola (avvocato, presidente della Commissione Giustizia del Senato); il senatore Luigi Manconi (professore, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato); Roberto Scarpinato (procuratore generale della Repubblica, Corte di appello di Palermo) e Rocco Sciarrone (ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro, Università di Torino).

Le conclusioni saranno affidate al presidente di Magistratura democratica Riccardo De Vito.