Reggio Calabria, grande successo per il progetto sulle arti marziali all’istituto “Cassiodoro-Don Bosco”

A Reggio Calabria il progetto sulle arti marziali come filosofia interiore e civile ha riscosso un grandissimo successo all’istituto scolastico “Cassiodoro-Don Bosco”

++ NDRANGHETA:REGGIO C;SINDACO,INGIUSTA CRIMINALIZZAZIONE ++Le arti marziali non solo come strumento non violento di autodifesa, ma anche come filosofia interiore e civile. È questo l’insegnamento che lascia il progetto appena conclusosi all’istituto scolastico “Cassiodoro-Don Bosco” sotto la guida del maestro Francesco Cuzzocrea. Otto mesi di corso gratuito di difesa personale, ben 78 giovani coinvolti ed un incommensurabile bagaglio umano, sociale e sportivo lasciato agli stessi partecipanti: questo il bilancio di un’iniziativa che ha centrato appieno l’obiettivo di avvicinare al mondo delle arti marziali e ai suoi contenuti ideali e tecnici, di infondere in loro i valori della legalità, di sensibilizzarli al tema del bullismo fornendo questo strumento per prevenirlo, di favorire la diffusione delle discipline orientali.

«Con l’approdo delle arti marziali al cinema c’è stata una distorsione dell’originaria non violenza. Sono una difesa personale da applicare come estrema ratio, ma anche nel caso di necessario utilizzo, la filosofia orientale impone il limite morale dello stretto indispensabile per rendere inoffensivo un aggressore che va salvaguardato nella sua integrità fisica» è l’incipit del commento del sensei Cuzzocrea, anima della scuola nazionale di arti marziali giapponesi “Seigokan Goju Ryu Karate” e docente di difesa personale della Polizia di Stato sull’insegnamento psico-pratico portato avanti insieme ai suoi allievi Casciano, Aloi, Spinelli, Fedele e Puntillo, grazie anche al direttore della scuola pellarese Marcianò, alla professoressa Serini, al presidente del Consiglio d’istituto Caserta, del consigliere d’istituto Pellicanò e del consigliere di classe Pellabruni.

«Le arti marziali non sono solo autodifesa, ma anche non violenza e tolleranza universale, rispetto dell’altro, dell’ambiente e delle leggi che regolano la società civile. Dunque, il loro aspetto filosofico va tenuto in considerazione perché evolve anche la psiche oltre che il corpo. Ciò è fondamentale davanti a nuove generazioni sempre più orientate verso un vuoto materialismo privo di valori e ideali» è un altro passaggio del maestro su questa positiva sinergia fra società sportiva ed istituto scolastico.

«Inoltre, le arti marziali infondono nel praticante la salvaguardia dalle aggressioni, limitando al massimo danni fisici attraverso tecniche volte ad immobilizzare l’aggressore nelle quali la forza individuale appare irrilevante. In tal modo un soggetto debole con giuste conoscenze tecniche riesce a sfuggirgli o a sopraffarlo rendendolo innocuo. In uno scenario di crescente violenza, ciò consente a figure deboli di potersi difendere» afferma ancora il sensei che ha alle spalle svariati analoghi progetti.

«Ovviamente non sottovalutiamo l’aspetto tecnico ed agonistico e siamo ben felici di diffondere questa disciplina. Ma l’aspetto personale e civile ci sta molto a cuore e siamo pronti a nuovi progetti» è la conclusione del maestro Cuzzocrea.