Reggio Calabria: gli Artisti Reggini della Sanità hanno rappresentato “Stu matrimoniu s’ha da fari”

image1Il 7 e 8 giugno presso il teatro Cilea, l’A.R.S. (Artisti Reggini della Sanità) ha rappresentato “Stu matrimoniu s’ha da fari” opera in dialetto reggino di Pasquale Corrado per la regia di Salvatore Vita. In questa occasione, l’incasso delle due serate sarà devoluto all’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie) e ciò permetterà agli artisti reggini di superare il tetto dei 100000 euro di beneficienza nel corso della loro ormai decennale attività artistico-culturale.  Come è ormai consuetudine è andata in scena una commedia tratta da un testo originale che, attraverso l’ironia, le contraddizioni, i doppi sensi, ben mette in evidenza il dramma delle nostre popolazioni provate dal sottosviluppo e dagli eventi bellici.  Dopo alcune serate trascorse all’osteria di don Ciccio (Pasquale Corrado), colorita dagli umori più o meno alticci degli avventori (Arturo Cafarelli, Antonio Repaci, Mario Gallucci, Rosilita Veccia), l’oste con la moglie (Rosy D’Agostino) va a fare visita ai nonni (Marina Amedeo e Pasquale Borruto) del dott. Fiaschi (Enzo Panuccio) per ufficializzare il fidanzamento della figlia (Giulia Nutile) col loro nipote. A questo punto le storie si intrecciano sapientemente, regalandoci progressivi colpi di scena, prima di giungere all’inaspettato epilogo al quale contribuiscono sensibilmente, anche in termini di comicità e dinamismo, il factotum (Enzo Schiavone) e la moglie – tata (Mimma Manti). I personaggi sollecitati dalle circostanze avverse, rivelano una sorprendente vivacità, modulandosi sulla evoluzione della trama, dal pianto delle prefiche (Carmen Marchese, Mariella Giustra, Silvana Cuzzocrea) all’arrivo del notaio (Beppe Malara) che sorprendentemente rivoluziona l’intreccio e determina la festa finale, quella dimenzione dove omnia amor vincit, dove finalmente stu matrimoniu s’ha da fari.  Mariella Mannino, Daniela Barreca, Francesca Zappulla, Diego Armando Fontana hanno contribuito in vario modo, anche dietro le quinte, alla buona riuscita della rappresentazione, impreziosita dai felici e opportuni interventi della regia, attraverso giochi di luce, suggestioni musicali, che hanno ben interloquito con gli attori creando ambientazioni coinvolgenti molto apprezzate dal numeroso pubblico. Dopo aver messo in scena “Stu matrimoniu s’ha da fari” Opera Prima di Pasquale Corrado, gli Artisti Reggini della Sanità possono ben confidare in un lungo periodo artisticamente fecondo del nuovo Autore, per poter usufruire di nuove e valide opportunità testuali che ben rappresentino il nostro tempo e il nostro territorio.