Reggio Calabria, Agenzia Beni Confiscati. Nicolò: “un’altra spoliazione ai danni della città dello Stretto”

Agenzia Nazionale per i Beni ConfiscatiIl dado è tratto. Il Senato ha appena votato – con la legge di riforma al codice Antimafia – il declassamento della sede reggina dell’Agenzia dei Beni Confiscati. Nel silenzio dei rappresentanti istituzionali della maggioranza – ovvero di chi dovrebbe far sentire la propria voce, e quindi di chi ci governa – si è consumata un’altra spoliazione ai danni della Calabria e della Città dello Stretto. L’attuale governo di centrosinistra e la maggioranza che lo sostiene hanno cancellato con un colpo di spugna la centralità di un presidio istituito nel 2010 durante la sindacatura di Giuseppe Scopelliti e grazie al Governo del presidente Silvio Berlusconi”.

E’ quanto dichiara il presidente del gruppo di Forza Italia a Palazzo Campanella Alessandro Nicolò che stigmatizza: “Ulteriore prova di una delegittimazione costante da parte del Governo di centrosinistra nei confronti del nostro territorio, vessato con provvedimenti che offendono la dignità dei calabresi, privandoli dei residuali punti di riferimento. Realtà che avrebbero dovuto, invece, essere difese per la loro strategica funzione operativa, oltre che per l’alto valore simbolico, espressione dell’impegno dello Stato in un contesto periferico”.

E’ oscura, a tutt’oggi, la ratio che sottende una decisione di tale portata che fa arretrare la sede di Reggio Calabria da centrale a secondaria. L’unica cosa certa – conclude Alessandro Nicolò – è l’odioso scippo che ha il sapore amaro di una deprivazione inaccettabile. L’ennesima dimostrazione di come la Calabria e Reggio siano considerate marginali dal Governo nazionale”.